Lavoro | 20 dicembre 2021, 10:31

Nuovo sportello del lavoro, Donazzan: «Il modello Veneto è il migliore a livello nazionale»

Inaugurato lo sportello sperimentale del Centro per l’Impiego di Veneto Lavoro a San Pietro in Gù (Padova). Tra i presenti alla cerimonia, l'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan: «Verrà formato personale per aiutare i cittadini e favorire l'inserimento dei soggetti più fragili»

Nuovo sportello del lavoro, Donazzan: «Il modello Veneto è il migliore a livello nazionale»

«Esiste un modello Veneto nella gestione e nel governo delle politiche del lavoro oramai riconosciuto come il migliore a livello nazionale. Efficacia, professionalità, partecipazione al governo del mercato del lavoro basato su una collaborazione pubblico-privato di lunga data: queste sono le politiche del lavoro del Veneto che, nel tendere al miglioramento continuo, raggiungono i migliori risultati». 

Così l’Assessore regionale al Lavoro del Veneto Elena Donazzan è intervenuta in occasione dell’inaugurazione dello sportello sperimentale del Centro per l’Impiego di Veneto Lavoro a San Pietro in Gù (PD). Servizio che è aperto presso i locali del Centro Culturale Comunale di piazza Prandina ogni lunedì mattina. 

Presenti alla cerimonia il Sindaco Paolo Polati e il Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il direttore del Centro per l’impiego di Cittadella Fabio Forti e Maria Elisabetta Bolisani, direttrice ambito Padova-Rovigo di Veneto Lavoro.

«La prossimità del servizio – ha puntualizzato Donazzan - e il coinvolgimento dei Comuni per l’apertura di sportelli lavoro in raccordo con i Centri per l’impiego, che preveda di formare personale anche comunale per accompagnare i cittadini verso il lavoro è un ulteriore passo l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, favorendo l’inserimento al lavoro anche dei soggetti più fragili».

«Il Comune è il primo soggetto a cui un cittadino con fragilità si rivolge – ha concluso l’Assessore regionale al lavoro – e può essere un valido supporto nelle verifiche, nei controlli della buonafede del lavoratore a cui la Regione offre opportunità di ricollocazione».