Economia | 17 dicembre 2021

Verona e i suoi gioielli, teniamoci stretti Veronamercato e Consorzio ZAI

Ieri sera l'ultimo incontro della 17^ Settimana Veronese della Finanza. Un confronto tra giornalisti su alcuni dei temi che hanno caratterizzato il 2021 che sta per concludersi e che segnano e segneranno anche il prossimo futuro della città.

Verona e i suoi gioielli, teniamoci stretti Veronamercato e Consorzio ZAI

Situazione vaccini, ma anche la vicenda aeroporto Catullo, Cattolica e poi Veronafiere, Fondazione Cariverona e Veronamercato. Chiudendo anche con un commento su Confindustria. Abbiamo spaziato in lungo e in largo ieri sera in occasione dell’ultimo incontro della 17^ Settimana Veronese della Finanza, dedicato a un confronto tra giornalisti veronesi su alcune tematiche che hanno caratterizzato questo 2021 che sta per volgere al termine.

A prendere posto assieme a me in questo tavolo di confronto sono stati il giornalista ed editore de L’Adige Beppe Giuliano e il direttore Stefano Tenedini; in collegamento da remoto il giornalista e fondatore di Verona Economia, Maurizio Zumerle.

Un’ora in cui abbiamo semplicemente cercato di analizzare, dal nostro osservatorio, quello giornalistico, il motivo per cui ci si debba vaccinare, ma anche il motivo per cui ci siano delle sacche resistenti di italiani, quasi 6 milioni, che ancora non vogliono saperne. E questo proprio nel giorno in cui anche a Verona sono iniziate le vaccinazioni per i bambini delle scuole elementari, dai 5 a 11 anni.

Vaccini che – per quel che se ne dica – ci rendono al momento liberi, anche di viaggiare. Ecco perché abbiamo toccato l’argomento aeroporto Catullo di Verona. Basterà il progetto Romeo a risollevare le sorti di un hub che ha visto una mancata crescita negli ultimi anni e che da scalo primario in Italia è stato confinato a una piattaforma di seconda categoria, base d’appoggio per i voli charter?

Siamo tornati anche sul Caso Cattolica, sulla scalata di Generali, entrata a sorpresa nel 2020 nella compagine sociale della società scaligera di assicurazioni, con poco più del 24% del capitale sociale, e detentrice oggi della maggioranza assoluta dopo l’Opa del Leone di Trieste che aveva fissato il prezzo per azione a 6,75 euro. Prezzo congruo, alto, basso? Giusto l’ingresso di Generali? C’erano alternative? Tutte domande alle quali abbiamo cercato di rispondere.

Domande che ci siamo posti anche nei confronti di Veronafiere, penalizzata enormemente durante la pandemia, arrivata con qualche affanno all’aumento di capitale e poi ripartita con coraggio. Quale sarà e quale dovrebbe essere il futuro di questo ente?

E quello di Fondazione Cariverona? I 21 milioni stanziati per il 2021 sono ben lontani dalla pioggia di milioni che erogava l’ente privato ai tempi dell’epoca Biasi, ma è cambiata anche la logica di assegnazione. Cambiato anche il direttore, a Giacomo Marino, che aveva avuto l’ardore di mettere qualche puntino sulle “i” sulle partecipazioni della stessa Cariverona, è succeduto Filippo Manfredi. Il 2022 sarà per lui un anno di operatività e di valutazione, anche da parte della stampa.

E che dire di Veronamercato? Dopo la dipartita dell’ex Banco Popolare, l’acquisizione di Generali su Cattolica, e il conseguente addio a Verona capitale veneta della finanza, non ci restano che l’agroalimentare e la logistica, proprio con la partecipata presieduta da Michele Gruppo e quella da Matteo Gasparato, il Consorzio ZAI. Forse dovremmo spostare di più l’attenzione su questi due asset, strategici anche per il PNRR e che ci consegnano ancora un primato nazionale e forse anche internazionale.

Poi, certo, arrivano notizia come quella di stamattina in cui si apprende che il Comune di Verona, con una delibera approvata ieri sera, ha dato il via libera all'alienazione, mediante asta pubblica, di parte del pacchetto azionario proprio di Veronamercato di cui è maggiore azionista - pari alla quota del 24% del capitale sociale, che equivale a 16.255.792 azioni ordinarie.

Come leggere questa mossa? Ieri sera, al tavolo tra giornalisti, ancora non lo sapevamo. Ora lo sappiamo, e speriamo in bene, anche perché Confindustria, col nuovo presidente Raffaele Boscaini di cui abbiamo parlato, ci suggerisce di avere un approccio e una visione internazionale per fare grande Verona.

Sarebbe un peccato deluderlo appena insediato.

Matteo Scolari