Enti | 16 dicembre 2021

Faustini, Ordine degli Architetti: «Abbiamo un ruolo importante all'interno della società»

Ospite ai microfoni di Verona Economia il neo presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona Matteo Faustini, il quale analizza il momento storico che stiamo vivendo e come la figura professionale che rappresenta si inserisce nel contesto, in ottica di sviluppo futuro e sostenibile.

Faustini, Ordine degli Architetti: «Abbiamo un ruolo importante all'interno della società»

Presidente Faustini, partiamo dal tema del Superbonus e degli Ecobonus. Grazie anche a queste provvedimenti molti veronesi hanno deciso di mettere mano un po' il portafoglio per riqualificare i propri immobili ed è tornata prepotentemente in auge, così, anche la figura professionale dell'architetto.

Noi lo speriamo e ci contiamo. Obiettivo nostro è quello di valorizzare sempre di più la figura dell'architetto che in questi anni è stata un po' messa da parte. Noi crediamo che il nostro ruolo all'interno della società sia un ruolo importante, non solo per disegnare la città del futuro, la città del presente, ma anche per andare - come dice qualcuno - a rammendare, a ricucire la città del passato, la città che ci è stata lasciata e alla quale noi dobbiamo il massimo rispetto.

Parliamo proprio di Superbonus 110%, ma anche di altri bonus che sono ora in vigore e che hanno contribuito a questo risveglio di cui parlavamo. Che impressione ha di questi incentivi in un momento storico come questo?

Questi incentivi, a partire dal Superbonus assieme a tutti gli altri Ecobonus che ci sono, sicuramente hanno dato e stanno dando un buon risultato, offrendo possibilità di lavoro, non solo a noi architetti, ma tante altre categorie professionali e anche alle imprese.

C'è un altro strumento che il governo ha messo in piedi, il cosiddetto Pnrr, Piano Nazionale di ripresa resilienza, che mette alcuni miliardi proprio per le riqualificazioni infrastrutturali, e non solo, anche di edilizia privata, oltre che pubblica.

Il Pnrr è una grande possibilità non solo per i professionisti del settore per poter lavorare, ma è un'occasione unica e rara per andare effettivamente a riqualificare, a rigenerare, a ridare valore al nostro patrimonio edilizio e infrastrutturale, di governo del territorio.

Prima di parlare di una visione futura della città, torniamo e restiamo sulla figura dell'architetto perché voi, per valorizzare ulteriormente è la vostra figura professionale, recentemente avete organizzato una serie di incontri.

Sì, abbiamo voluto fortissimamente organizzare un primo ciclo di tre incontri con tre figure importanti dell'architettura italiana, in luoghi a noi che sembrano lontani, ma in realtà sono molto vicini, perché le cantine dove abbiamo realizzato questi incontri sono frutto di progetti realizzati da architetti. Per cui abbiamo cercato di valorizzare e di parlare della figura dell'architetto anche in un contesto un po' diverso dal solito, per far capire a tutti che il mestiere dell'architetto è parte integrante della società, fa parte della società, lo ha sempre fatto, e nel corso di tutti i millenni è colui che ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti proprio dell'opera d'arte, non per caso pittura, scultura, architettura sono le tre arti maggiori.

Si parla tanto anche di sostenibilità e di transizione ecologica: concetti che vanno calati poi sul territorio. Bisogno ripensare anche un'idea di urbanistica nuova. Noi siamo a Verona, vediamo che è una città che è cambiata molto negli ultimi anni e andrà sicuramente ripensata in futuro.

Ha già avuto modo di dire che dobbiamo partire da un concetto fondamentale prima di tutto. Un concetto di rispetto, per ciò che ci è stato consegnato, rispetto per ciò che noi dovremmo consegnare alle generazioni future, per cui partendo da questo concetto noi possiamo e dobbiamo pensare ad una Verona che sia il più possibile inclusiva, che sia messa veramente in connessione con la realtà che ci stanno attorno.

Ad esempio?

Avere un sistema dei parchi urbani collegati e connessi tra loro con la cintura delle Torricelle, già questo sarebbe un grande passo avanti per avere una città più verde e quindi al servizio dei cittadini.

Serve un passaggio culturale secondo lei per arrivare poi a realizzare anche nel concreto un certo tipo di opere?

È necessario preparare il terreno partendo dai dei valori che sono quelli generatrici della nostra professione. Valori che hanno creato la grande Verona e quindi, come dicevo prima, bisogna partire dal rispetto. Cioè dai valori fondanti. Non a caso la nostra lista che si è contraddistinta alle ultime elezioni del nostro ordine aveva il motto “valori”

Lei ha vinto le elezioni ed è diventato presidente lo scorso giugno, entrando nella fase operativa da settembre. Che impatto ha avuto con questo ruolo di grande responsabilità in un momento delicato per la città, per tanti motivi.

Non pensavo, sinceramente, di trovare un grande gruppo così forte, così coeso, così unito. Venerdì scorso abbiamo avuto da noi l'assemblea di bilancio, che per la prima volta si è tenuta, per fortuna dopo due anni, anche in presenza, e ho avuto l'onore di avere la stima e l'affetto di tanti colleghi che hanno dimostrato nei nostri confronti una grande sensibilità. Io spero che la loro grande sensibilità e la loro attenzione possano essere ripagate da un impegno costante per far sì che proprio la figura dell'architetto, il mestiere dell'architetto, possa ritornare centrale all'interno della vita cittadina.

Immaginiamo che questa sia una delle linee guida principali del vostro Consiglio, ce ne indica altre, le più importanti?  

Un altro tema importante a cui teniamo è il tema costante della formazione continua e costante verso tutti i nostri scritti. Non solo a livello puramente burocratico o puramente pratico legato al mondo dell'edilizia o al mondo del design, ma una formazione a livello culturale proprio per cercare, come abbiamo detto, di ridare dignità ad una professione che negli ultimi anni è stata un po' abbandonata.

Diciamo anche, per dover di cronaca, che il governo ha tenuto conto comunque anche degli architetti sulla questione Pnrr perché nella ricerca dei mille esperti per portare avanti il Piano ci sono anche molti bandi che vedono coinvolti suoi colleghi.

Certo, e io mi auguro altrettanto che tutti i colleghi, di tutta Italia, non solo dell'Ordine di Verona, possano prendere spunto dalle grandi opportunità che offre il Pnrr per essere attori partecipi e attivi per creare quello che è il mondo che lasceremo ai nostri figli, alle generazioni future.

Matteo Scolari