Economia | 13 dicembre 2021

Confagricoltura Verona, sospiro di sollievo: Stelle di Natale, la vendita torna a livello pre-pandemia

Fontana, presidente florovivaisti Confagricoltura Verona: «Aumentano i costi di produzione ma i prezzi sono gli stessi per aiutare i clienti». In rialzo anche il mercato degli alberelli veri. La provincia di Verona è la terza a livello regionale per l'economia di settore. E' salita a circa 1,89miliardi di piante (+16%)

Confagricoltura Verona, sospiro di sollievo: Stelle di Natale, la vendita torna a livello pre-pandemia

La stella di Natale torna a essere la regina delle feste. Sembra alle spalle il brutto ricordo del dicembre 2020, segnato dal lockdown e dall’austerità. Risale la curva delle vendite dei fiori natalizi per eccellenza, tanto che i numeri si avvicinano ai livelli della pre-pandemia. In rialzo anche le vendite degli alberelli veri, che dopo anni di plastica tornano ad adornare giardini e salotti con i loro rami profumati di resina.

«Quest’anno stiamo vendendo moltissimo le stelle di Natale, anche in anticipo rispetto agli altri anni - sottolinea Massimo Fontana, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Verona -. E’ un ottimo segnale di ripresa, rispetto al 2020, spinto sia dalla voglia di tornare alla vita di sempre, sia dalla scelta di molti vivai di mantenere i prezzi invariati o di poco superiori all’anno scorso per andare incontro agli anziani e alle famiglie segnate dalla pandemia. E questo nonostante l’aumento dei costi di produzione, a cominciare dall’energia elettrica, che sono raddoppiati e probabilmente sono tra le ragioni di un calo di prodotto, che ci sta mettendo in difficoltà nel soddisfare la grande domanda di stelle, soprattutto quelle di piccola e media misura. Probabilmente sia l’aumento dei costi, sia l’incertezza dettata dal momento, hanno indotto molte aziende florovivaistiche a ridurre i numeri della produzione». 

In ripresa anche le vendite degli abeti di Natale «Dopo anni in cui il mercato era bloccato a causa del trend di comperare alberelli finti, quest’anno notiamo un ritorno agli alberi veri, che profumano di resina. C’è meno voglia di plastica, forse anche perché, in queste festività ancora segnate dall’emergenza Covid, la gente vuole portare un po’ di natura dentro casa, acquistando un piccolo abete e decorando la propria abitazione con ciclamini e Stelle di Natale. Un albero di Natale vero è l’unico che fa atmosfera. Ed è coltivato esclusivamente per l’uso natalizio, senza l’utilizzo di prodotti nocivi per l’ambiente. L’abete vero comporta anche un vantaggio economico, perché con 15-20 euro si può avere un alberello mediamente alto e con dei bei rami. Per un prodotto equivalente in plastica si spende il triplo e riciclarlo per tanti anni non è una bella idea, in quanto accumula polvere, si decolora e in definitiva diventa brutto da vedere. Anche su questo fronte, però, fatichiamo a soddisfare la domanda a causa di un calo di produzione, soprattutto per quanto riguarda gli abeti grandi che ci richiedono le amministrazioni comunali per addobbare le piazze. Comunque siamo contenti che il mercato stia riprendendo quota».

La provincia di Verona si mantiene più o meno sui livelli del 2019 con 222 aziende florovivaistiche ed è terza in Veneto per numeri dopo Padova e Treviso. In lieve ripresa la superficie florovivaistica regionale, che viene stimata in circa 2.500 ettari (+1,6%). La produzione complessiva regionale è salita a circa 1,89miliardi di piante (+16%), in maggioranza orticole