Economia | 13 dicembre 2021

Abitare la montagna veronese, il piano del deputato Zardini

Incrementare turismo e attività produttive oltre a preservare la biodiversità, questo l'obiettivo del progetto di Diego Zardini, deputato veronese. «La montagna è una miniera di risorse economiche soprattutto per la produzione di energia pulita»

Abitare la montagna veronese, il piano del deputato Zardini

«Un piano per preservare la biodiversità della montagna veronese e renderla maggiormente attrattiva, non solo per il turismo, ma soprattutto per chi vuole andarci ad abitare e per le attività produttive, agroforestali e artigianali in primis».

Il deputato veronese Diego Zardini nel giorno internazionale della montagna ricorda come le zone montuose rilascino dei benefici costanti per le pianure. «In termini di energia pulita, acqua potabile, qualità dell’aria, attività agricole sostenibili e possibilità ricreative, la montagna è una miniera di risorse economiche, alimentari e ambientali insostituibile. Non fa eccezione la montagna veronese con il Baldo e i monti Lessini che, oltre a costituire il polmone verde della nostra provincia, riforniscono la città capoluogo e le fertili pianure a sud di acqua incontaminata e di energia prodotta da fonti rinnovabili. Sono i cosiddetti servizi ecosistemici».

Le minacce e le problematiche elencate dal presidente della Repubblica sono reali e ben presenti anche nel Veronese, rileva Zardini: «Spopolamento, isolamento, carenza di servizi educativi e sanitari alimentano la spirale che porta alla marginalità e alla perdita di senso. Credo che per fare fronte a questi temi servano la mano del legislatore nazionale e la volontà degli amministratori locali. Lo stato può garantire il finanziamento di servizi di base attraverso due strumenti: la legge di bilancio 2022 e le norme che regolano l’applicazione del PNRR. In questi provvedimenti abbiamo chiesto lo svincolo delle spese di personale per i territori montani perché siamo convinti che l’assunzione di personale qualificato a gestire i progetti e i fondi del piano nazionale di resilienza e ripartenza potrà ridurre il divario tra città e montagna. D’altro canto servono misure prese a livello locale con un rafforzamento delle tutele nelle aree protette e con la ricerca di riconoscimenti internazionali per le zone e gli habitat che saremo riusciti a conservare in modo eccellente dimostrando la possibilità di convivenza armoniosa dell’uomo con la natura».

Infine, conclude Zardini, un invito alla Regione Veneto: «Ripristini il contributo per le giovani coppie che decidono di andare a vivere in montagna e finanzi a fondo perduto una quota per l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione principale. Il Veneto 25 anni fa era una delle regioni più attente al mantenimento della popolazione nelle aree interne rurali e montane. Oggi queste politiche sono del tutto assenti e i risultati in termini di spopolamento della montagna cominciano a diventare pesanti. La Regione Emilia Romagna ha investito 20milioni di euro sul capitolo e ha consentito a oltre 700 coppie di acquistare o ristrutturare casa sugli Appennini».