Economia | 10 dicembre 2021

Super Green Pass salva 18milioni di Italiani a rischio zona gialla

Giallo incombente anche in Veneto ma con il passaporto vaccinale rinforzato sono liberi gli spostamenti e la convivialità. Inoltre, potranno raggiungere le piste i 3,8milioni di italiani che non avevano potuto sciare. Obiettivo: toccare quota 14miliardi, ovvero la spesa natalizia pre pandemia

Super Green Pass salva 18milioni di Italiani a rischio zona gialla

Con l’avanzare dei contagi il super green pass salva il Natale di quasi 18 milioni di italiani che risiedono in regioni con il rischio concreto di passare in zona gialla durante le feste, tra queste anche il Veneto.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti positivi dell’entrata in vigore del Decreto legge con misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 che ha introdotto il super green pass che, di fatto, permette ai possessori le stesse attività della zona bianca.

Un provvedimento che garantisce la convivialità durante le feste ma sostiene anche la ripresa dell’economia e la tenuta dell’occupazione nelle regioni, Lazio, Liguria, Marche, Veneto, Valle d'Aosta, Calabria e provincia di Trento che potrebbero cambiare colore prima di Natale come è già avvenuto per Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonomia di Bolzano.

Si tratta di un passo importante per sostenere la ripresa in atto e non fermare l’economia ed il lavoro in un momento particolarmente importante dell’anno per settori fortemente colpiti dalla pandemia, dall’intrattenimento allo shopping, dalla ristorazione fino al turismo. Nell’ultimo Natale prima della crisi sanitaria, sono stati spesi 14,1miliardi di cui la quota maggiore è stata destinata per i regali (40%), seguiti da cibo (28%), viaggi (19%) e intrattenimenti, dal cinema ai teatri (11%), secondo le elaborazioni della Coldiretti su dati Deloitte relativi alle ultime festività prima della pandemia.

Con la promessa di un Natale più "normale" possono anche programmare con un po’ più di tranquillità le ferie i 10milioni di italiani che lo scorso anno hanno rinunciato a viaggiare nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare vacanze. Tra le destinazioni turistiche a pagare il prezzo più alto era stata la montagna con 3,8milioni di italiani che non avevano potuto raggiungere le piste da sci con effetti sull’intero indotto delle vacanze, dall’attività dei rifugi alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi.

Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento.