Lavoro | 09 dicembre 2021, 08:48

Divario occupazionale, eccessivo anche in Veneto

Condizioni di lavoro impari tra uomini e donne aggravate dal Covid. L’occupazione femminile in Veneto nel 2020 è pari al 60,7% contro oltre l'80% di quella maschile. Le donne coprono solo il 32% dei ruoli apicali. «A disposizione 42,5 milioni di euro per iniziative dedicate solo alle donne», dichiara l'assessore Donazzan

Divario occupazionale, eccessivo anche in Veneto

Il divario occupazionale tra donne e uomini è ancora eccessivo, aggravato dalla pandemia, anche in Veneto.

L’occupazione femminile nella nostra Regione nel 2020 è pari al 60,7% contro 81,1% di quella maschile, la disoccupazione al 7,5% delle donne contro il 4,5% degli uomini. Per quanto concerne il part time 36,6% delle donne e 6% degli uomini. 

Ad evidenziare questi numeri il dr. Santo Romano, direttore Area Politiche Economiche, Capitale Umano e Programmazione Comunitaria in occasione della presentazione della pubblicazione “L’Occupazione maschile e femminile in Veneto. Rapporto sulla situazione del personale nelle aziende con oltre cento dipendenti – Dati Biennio 2018/19”.

«Il Covid ha peggiorato la situazione su un divario occupazionale già eccessivo – ha sottolineato Romano – nella programmazione dei fondi europei 2014-2020 abbiamo coinvolto 140mila donne sul totale di 300mila persone. Attivato strumenti nuovi, come ad esempio i voucher di conciliazione, ma permane un problema di tipo culturale per il quale sono necessari interventi di sistema. Per quanto riguarda le prospettive della nuova programmazione l’obiettivo è raddoppiare le risorse del FSE 2021-27 destinate all’occupazione femminile». 

La fotografia scattata dal Rapporto biennale 2018-19 dell’Ufficio regionale della Consigliera di Parità, monitorando 1.015 aziende venete con oltre 100 dipendenti, pubbliche e private, per un totale di 362.000 occupati, consente di cogliere distintamente luci e ombre con alcune dinamiche in corso.

I dati raccolti evidenziano che le donne occupate (in imprese con oltre 100 dipendenti) sono il 44,6%.  Rispetto ai contratti part time le donne costituiscono l’83,6% contro il 16,4% degli uomini. I settori dove sono più presenti le donne sono noti: istruzione, sanità e altri servizi sociali (79%) e commercio (62% donne). Per quanto concerne i ruoli apicali: le donne sono il 34% e il 32% dirigenti.

Marcato il gap salariale: la retribuzione media annua lorda (quadri, operai, impiegati e apprendisti) è di 33.141 euro per gli uomini conto 23.262 euro per le donne.

«Il report biennale sull’occupazione maschile e femminile in Veneto è un prezioso strumento di monitoraggio – commenta l’Assessore regionale al lavoro, istruzione, formazione e pari opportunità Elena Donazzan –. I dati confermano il Veneto come una delle regioni a tasso di occupazione femminile più alto, impegnata per una sempre maggiore diffusione dei valori di parità. Purtroppo, i dati incoraggianti presentati sono riferiti ad una situazione pre-pandemica: sarà, quindi, doverosa una riflessione sul ruolo del Covid-19 e sulle sue ripercussioni nel mondo del lavoro in sede di pubblicazione del prossimo report biennale».

«La nuova programmazione 2021-2027 dovrà vederci fare tesoro della nostra capacità di reazione e risposta ai cambiamenti, tenendo conto delle misure efficaci da mantenere – conclude Donazzan –. Abbiamo a disposizione molte risorse, delle quali 42,5 milioni di euro per iniziative esclusivamente dedicate alle donne. L’obiettivo della Regione è oggi puntare tutto sulla riqualificazione, l’accompagnamento e rimotivazione al lavoro, per gestire al meglio la transizione dall’inattività all’attività, con un forte del contributo dei centri per l’impiego».