Enti | 04 dicembre 2021

Open: «Dai rifiuti opportunità concrete di economia circolare»

Si è svolto ieri il nuovo appuntamento della rassegna organizzata dall'Ordine degli ingegneri di Verona. La fotografia della Regione Veneto indica in Verona un bacino delicato per la produzione di rifiuti urbani e da scarti edilizia. Ma dalle imprese del territorio arrivano soluzioni all’avanguardia per il recupero e il reimpiego.

Open: «Dai rifiuti opportunità concrete di economia circolare»

Rifiuti e transizione ecologica: c’è ancora molta strada da fare ma dal mondo dell’edilizia arrivano delle buone notizie. Una su tutte: il materiale di scarto può essere utilizzato per nuove infrastrutture all’avanguardia. È stato il tema al centro dell’appuntamento di ieri della rassegna Open – Sostenibili Attività, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona, con un webinar dal titolo “Gestione dei rifiuti nell’ottica dei Criteri ambientali minimi”. 

Il tutto alla luce della direttiva comunitaria 251 del 2018, che pone nuovi obiettivi per la gestione dei rifiuti, allo scopo di trasformarlo in un processo sostenibile, migliorando l’efficienza nell’uso delle risorse e garantendo che i rifiuti siano considerati una risorsa per agevolare la transizione ecologica in un modello che punti sempre di più all’economia circolare. 

Il punto di partenza è il piano dei rifiuti elaborato dalla Regione Veneto nel 2015 e che pone come obiettivo per ogni bacino il raggiungimento di una quota di Rur (rifiuto urbano residuo, ovvero il secco non differenziabile), inferiore ai cento chili annui procapite. Diverse realtà venete, tra cui i bacini della Destra e della Sinistra Piave, di Belluno, Vicenza e di Verona Sud hanno già raggiunto questo obiettivo: i primi due sono sotto 50 chilogrammi per abitante, Verona Sud ha una media di 82 chilogrammi per abitante. Altrettanto non si può dire per Verona Nord (115 chilogrammi per abitante) e per Verona centro (248 chilogrammi per abitante) che, seguita da Padova (224 chilogrammi), ha riportato il dato più alto (l’anno di riferimento è il 2019).

A illustrare i numeri, Irene Gobbo, responsabile della pianificazione regionale per i rifiuti. «Nei prossimi anni – ha spiegato Gobbo – la strategia della Regione punterà, in continuità con quanto fatto finora, alla riduzione del rifiuto prodotto, massimizzando allo stesso tempo il suo recupero. Anche per questo sarà data forza a un fondo incentivante, con un’ulteriore spinta verso la tariffazione puntuale».

Sul tema, con un’attenzione particolare per i rifiuti inerti, è intervenuto anche Marco Ostoich dirigente del settore di riqualificazione ambientale di Arpav, sottolineando come: “Verona, secondo sola a Vicenza, sia la provincia del Veneto con il maggior numero di impianti autorizzati per la gestione dei rifiuti inerti: 112 i siti presenti”. A svolgere un ruolo importante, i rifiuti provenienti dal settore edilizio, che pesano per il 72% sul totale”. 

Ma proprio questo tipo di rifiuti sono già al centro di alcuni progetti per il recupero in un’ottica di economia circolare. Come l’impresa di Pescantina che produce sabbia e ghiaia per l’edilizia partendo proprio da residui, o come il conglomerato per le asfaltature prodotto da un grosso gruppo industriale italiano, già utilizzato da diverse società autostradali presenti nel territorio nazionale, illustrati da due addetti ai lavori: Alberto Scarsini Giovanni Bairo.

Ad aprire l’evento, Sergio Saporetti, della direzione Clima del Ministero dell’Ambiente. «Con i molti cantieri avviati grazie al bonus 110% – ha affermato – ci sarà molta attenzione sul profilo del recupero e dello smaltimento dei materiali. L'edilizia, del resto, è il settore che, dopo quello della produzione di cibo e di bevande, impatta maggiormente sulla produzione dei rifiuti».

Intervenuti al webinar, anche Andrea Tonolli, di Ance Verona e Alessandro Marradi, docente di Costruzione di Strade, Ferrovie, Aeroporti all’Università degli Studi di Pisa, che hanno illustrato le applicazioni che può avere il recupero rifiuti nel comparto edilizio e nella realizzazione di infrastrutture stradali. 

«Come ingegneri — conclude Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine — conosciamo la problematica dello smaltimento rifiuti e dell’applicazione dei criteri ambientali minimi: si tratta di una normativa con cui lavoriamo ogni giorno. E so che, con lo sforzo di tutti i professionisti si può fare davvero la differenza per l’ambiente. Ecco perché, organizzando questa edizione di Open dedicata alle attività sostenibile, abbiamo pensato di prevedere un evento ad hoc che facesse il punto della situazione su questo tema che continua a rimanere centrale nella transizione ecologica».

Open tornerà il 17 dicembre, con un evento dedicato alla produzione sostenibile.