Associazioni | 04 dicembre 2021

Confartigianato sul caro energia: «Non spegnete le Pmi italiane»

Appello nazionale del mondo artigiano al governo per ottenere subito una riforma della bolletta per riequilibrare oneri parafiscali e ridurre costi. Iraci Sareri: «Serve una distribuzione più equa degli oneri generali di sistema tra le diverse categorie di utenti e legata all’effettivo consumo di energia»

Confartigianato sul caro energia: «Non spegnete le Pmi italiane»

Subito la riforma strutturale della bolletta elettrica per non “spegnere” le Pmi italiane, che pagano il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 33,5% rispetto alla media dei Paesi Ue. Ai piccoli imprenditori l’elettricità costa 4 volte di più rispetto ad una grande industria, a causa dell’assurdo meccanismo “meno consumi, più paghi” applicato agli oneri parafiscali in bolletta e che gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le piccole imprese.

L’appello ad adottare misure per riequilibrare ed alleggerire il costo dell’energia pagato dalle piccole imprese è stato lanciato il 2 dicembre, dai vertici di Confartigianato e delle altre Confederazioni artigiane, al Governo e al Parlamento, durante un evento dal titolo “Caro energia: non spegnete le Pmi”, nel corso del quale è stato presentato un dossier dal quale emergono i pesanti squilibri nella struttura della bolletta energetica che penalizzano i piccoli imprenditori. Il peso degli oneri di sistema è distribuito in maniera sperequata tra le diverse categorie di utenti, poiché non è allineato all’effettivo consumo di energia. Le piccole aziende in bassa tensione, infatti, a fronte di una quota di consumi energetici del 32%, sono costrette a pagare il 49% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica, pari ad una somma di 4,7 miliardi di euro. In barba al principio “chi inquina, paga”, le Pmi devono finanziare la maggiore quota di oneri per le componenti della bolletta dedicate al sostegno delle energie rinnovabili, di categorie come le ferrovie e le imprese energivore, ed i bonus sociali.

«Si tratta – è stato sottolineato – di una iniqua distribuzione del carico contributivo sugli utenti non domestici, che vede le micro e piccole imprese fortemente penalizzate a fronte di consumi energetici contenuti, mentre le utenze industriali in alta o altissima tensione pagano oneri molto bassi, nonostante siano responsabili di alti consumi energetici e quindi di alti livelli di emissioni».

A questi problemi strutturali si aggiungono i pesanti rincari del prezzo dell’energia che in alcuni casi hanno fatto addirittura triplicare la bolletta delle piccole imprese.

«Abbiamo chiesto – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – una rapida e drastica revisione della struttura della bolletta per garantire una distribuzione più equa degli oneri generali di sistema tra le diverse categorie di utenti e legata all’effettivo consumo di energia. Si tratta di ‘estrarre’, almeno parzialmente, dalla bolletta gli oneri generali di sistema, trasferendo alla fiscalità generale le componenti tariffarie destinate a finanziare le agevolazioni per gli energivori e il bonus sociale. Le nostre Confederazioni sollecitano inoltre la definizione normativa dei criteri di distribuzione della contribuzione in bolletta, fondati sull’allineamento tra consumi e gettito. E ancora la revisione della disciplina delle agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia, limitando i benefici alle sole aziende che abbiano effettivamente realizzato interventi di efficienza energetica. Il mondo dell’artigianato nazionale chiede anche di rafforzare gli strumenti di accompagnamento delle Pmi nei processi di efficientamento e autoproduzione dell’energia».

Alle sollecitazioni dei vertici di Confartigianato, Cna e Casartigiani hanno risposto, nel corso del convegno moderato da Diego Gavagnin, i parlamentari di tutti gli schieramenti politici: gli onorevoli Gianluca Benamati (Pd), Galeazzo Bignami (FDI), Sara Moretto (Italia Viva), Luca Squeri (FI), Riccardo Zucconi (FDI) e i Senatori Paolo Arrigoni (Lega Nord) e Gianni Girotto (M5S). Sono intervenuti inoltre il Presidente dell’Acquirente Unico Filippo Bubbico e Massimo Ricci, direttore della divisione energia di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Confartigianato ha inoltre portato all’evento la testimonianza di Loris Rui, coordinatore del Consorzio energia CAEM, al quale anche Confartigianato Imprese Verona si affida per la fornitura di energia elettrica a prezzi calmierati alle imprese associate.