Associazioni | 03 dicembre 2021

Noi Verona, presentato il primo bilancio sociale

Si è tenuta oggi nella sede di via Merano, in Borgo Roma, la conferenza di presentazione del primo bilancio sociale della Noi Verona APS. «Vogliamo sottolineare l'impatto, anche economico, del volontariato sul territorio, specie in questo momento di difficoltà»

Noi Verona, presentato il primo bilancio sociale

Come spesso accade, ci si accorge delle cose preziose quando non si possiedono più. Nel 2021 Noi Verona, Associazione di Promozione Sociale provinciale, riferimento della stessa associazione che ha carattere nazionale, ha registrato 35 mila tesserati in 192 circoli affiliati. Numeri ben distanti dagli 80 mila in 200 circoli del 2019, ultimo anno pre-pandemia.

Il Covid ha fatto sentire il suo peso negativo anche nel terzo settore che si ritrova di fronte a tante sfide, prima tra queste quella di tornare a coinvolgere giovani e meno giovani in un'attività di volontariato che, come nel caso di Noi Verona, garantisce un supporto di informazioni nel settore educativo, aggregativo e animato, come pure in quello giuridico-fiscale, relativamente alle attività che svolgono gli oratori.

Di questi temi si è parlato stamattina presso la sede di Noi Verona di via Merano 23, in Borgo Roma, dove si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del primo bilancio sociale (redatto anche in una versione "pocket" cartacea per la divulgazione nei circoli) che in serata verrà illustrato in una conferenza che si svolgerà al Cinema Teatro Nuovo di San Michele Extra.

«La presenza di Noi sul territorio diocesano, assieme a una fitta rete di enti strettamente connessi, garantisce assistenza e accoglienza per lo svolgimento di iniziative di interesse generale nei confronti di ogni fascia di età, con particolare attenzione alle giovani generazioni con attività culturali, artistiche, ricreative, turistiche. - spiega Don Paolo Zuccari, presidente di Noi Verona Aps - Oltre a questo anche formazione extrascolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica, del bullismo e al contrasto della povertà educativa; servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro; attività di Grest e campi-scuola per l’animazione estiva; accoglienza umanitaria e integrazione sociale dei migranti; attività sportive dilettantistiche; servizi a sostegno di persone svantaggiate; promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non violenza; promozione e tutela dei diritti umani e sociali, promozione della pari opportunità e iniziative di aiuto reciproco».

Il Codice del Terzo settore ha introdotto l’obbligo del bilancio sociale per gli enti con proventi annuali superiori a un milione di euro. Gli enti non obbligati possono comunque redigere il bilancio sociale quando intendano documentare e testimoniare l’impatto delle proprie attività nel tessuto sociale del proprio ambito operativo.

«Occorre evidenziare che il bilancio sociale non ha nulla a che vedere con quello economico, - aggiunge Enrico Verdari, segretario di Noi Verona Aps - infatti esso è lo strumento attraverso il quale Noi Verona risponde ai numerosi richiami di trasparenza, all’informazione e alla rendicontazione nei confronti degli associati e dei volontari che offrono il loro tempo per il bene condiviso, della Pubblica Amministrazione che dialoga con Noi, dei lavoratori che operano in un settore che tutti considerano di ripiego, senza conoscere quali livelli di coinvolgimento e di ricchezza umana è possibile cogliere, di altre persone e realtà che non ci conoscono e che potranno apprezzare un impegno di concreto impatto sociale.

«Nella conferenza di questa sera presenteremo il primo bilancio sociale di Noi Verona evidenziando in  particolare quei dati che descrivono il nostro ente territoriale come organismo associativo nella diocesi. - aggiunge Verdari - Nei primi mesi del 2020 abbiamo intrapreso un percorso pionieristico aggregando i dati “associativi” di 15 enti affiliati e mettendo insieme un consistente capitale sociale, che per la pandemia non ha potuto esprimere tutto il proprio valore, manifestando comunque fiducia verso il futuro associativo, certi che sussidiarietà e collaborazione con la Pubblica Amministrazione saranno ancor più necessarie per rispondere al grave cortocircuito sociale in cui ci troviamo».

«Per un’organizzazione del Terzo Settore la rendicontazione sociale ha come scopo quello di fare conoscere il valore e il capitale sociale generato sul territorio e a vantaggio degli associati. - prosegue Fabio Fornasini, fondatore e direttore di SiSociale -  In genere si cerca di comunicare i risultati raggiunti, i servizi erogati, le iniziative più significative. Noi Verona ha fatto una scelta a prima vista controcorrente: presentare il bilancio sociale che narra in termini sociali l’anno più difficile del suo impegno, il 2020».

Un bilancio che evidenzia trend negativi: calo di iscritti, interruzione di servizi, blocco di tante iniziative per i ragazzi e per gli associati. Perché questa scelta? 

«Forse perché è proprio quando manca qualcosa che ci si accorge di più del suo valore. Raccontare cosa ha significato fermarsi per l’emergenza Covid 19, ha consentito di “tirare il freno”, guardarsi indietro e riscoprire il valore di tutto ciò che nel suo insieme la rete Noi della diocesi di Verona promuove, realizza, sostiene a vantaggio del territorio e della Chiesa Locale. - conclude Fornasini - La pandemia ha in qualche modo bloccato il valore più importante che Noi Verona genera, il capitale sociale delle relazioni, degli incontri, dell’accoglienza, dei servizi di animazione. Tutti quei servizi che si danno per scontati, semplici ma efficaci nel tessere la vita di un territorio. Il bilancio sociale ha tentato proprio questo: descrivere il lavoro, l’impegno sociale, il valore generato da migliaia di volontari e di famiglie che credono nei servizi e nel progetto Noi Verona, ma senza avere paura di indicare il segno “meno”, convinti che la passione e l’impegno consentiranno di invertire senza dubbio il segno».

Matteo Scolari