Lavoro | 29 novembre 2021

Tornano a crescere i contratti di apprendistato, 37.140 da inizio anno in Veneto

Dati significati quelli che escono dal JoB&Orienta 2021 e che riguardano il mondo del lavoro. Dopo l'anno funesto del 2020 che si era chiuso con soli 31.290 contratti, la previsione per la fine del 2021 è di 43.500, superiore al 2019.

Tornano a crescere i contratti di apprendistato, 37.140 da inizio anno in Veneto

Nel 2021 in Veneto i contratti di apprendistato, dopo l’ovvio stop causato nel 2020 dalla pandemia, sono tornati a crescere. E da JOB&Orienta più voci identificano l’apprendistato non solo come lo strumento principe per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e il contrasto alla precarietà occupazionale di tanti di loro, ma anche come mezzo con cui le imprese possono affrontare la sfida del post pandemia. Strumento che, tuttavia, necessita di un nuovo aggiornamento della sua disciplina per diventare un pezzo importante di politiche attive per il lavoro.

Nel 2015, infatti, la riforma dell’apprendistato aveva rilanciato nella nostra regione lo strumento, che dai 57.410 contratti del 2008 era sceso a 27.225. Questi erano poi cresciuti fino ai 47.410 del 2019, mentre il 2020, funestato dai lockdown, si era chiuso con 31.290 contratti. Fra gennaio e ottobre del 2021, anche considerando le chiusure parziali dei primi mesi, sono tornati a crescere arrivando a 37.140. E la previsione è di arrivare a fine anno a 43.500: meno del 2019, è vero, ma il segnale di ripresa c’è.

Tuttavia, se si guarda al 2019 (anno “normale” di riferimento, prima della pandemia) è da registrare come l’apprendistato costituisse solo il 12,4% della modalità di ingresso nel mondo del lavoro per gli under 30 veneti: poco più del lavoro a chiamata (10,1%) e dello stage (7,8%), ed enormemente meno dei contratti a tempo determinato (44,3%).

 

Proprio in relazione ai segnali di ripresa, il confronto sull’apprendistato, che si è svolto in più appuntamenti a JOB&Orienta, ha visto sindacati e mondo delle imprese concordi nell’affermare che questo è il momento giusto per rilanciarlo come strada maestra per rispondere alle esigenze dei giovani e del sistema produttivo. Il vantaggio riconosciuto per i giovani è la possibilità di avere un contratto stabile, con la possibilità di prevedere parte della formazione “on the job”, in un processo di apprendimento concreto. E in questo particolare periodo storico le imprese, dal canto loro, con l’apprendistato possono trovare la risposta ai problemi di carenza di organico e di competenze ibride.

«Nel post pandemia le imprese dovranno affrontare nuove sfide come la carenza di personale qualificato, un adeguato ricambio generazionale sia nel settore pubblico che privato, l'insufficienza di competenze acquisite in ambito scolastico, la fuga dei giovani dal nostro territorio e dalle imprese» evidenzia Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, che continua: «L'apprendistato non solo mette le scuole in contatto con le imprese e favorisce l'acquisizione di competenze direttamente in azienda, ma consente anche alle imprese di abbracciare la cultura della formazione».

Riferendosi all'apprendistato di 2° livello o professionalizzante, che in Veneto riguarda il 95% dei contratti, Eugenio Gattolin, direttore di Confcommercio Veneto, spiega invece che «è molto apprezzato dalle imprese per la gradualità del percorso: l'inserimento in azienda è progressivo sia dal punto di vista economico che come impegno lavorativo. Per renderlo maggiormente attrattivo – aggiunge – bisogna adeguare l'offerta alle tipologie di profili richiesti, tenendo presente che a breve avremo nuovi lavori».

 

Una forma di apprendistato ancora poco diffusa è quella di 3° livello o di alta formazione e ricerca, che coinvolge gli studenti degli Its. «Questa forma di apprendistato – riconosce William Beozzo, presidente Confapi Veneto – non è utilizzata dalle imprese perché ancora poco conosciuta. Ma gli Its sono il mezzo ideale per avere nuovi collaboratori formati sulle esigenze delle aziende. Dobbiamo trattenere questi giovani con i giusti valori economici, e capire che senza il ricambio generazionale per le nostre aziende non ci sarà un futuro».

Come l'apprendistato sia il mezzo ideale per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è stato evidenziato anche da Orazio Zenorini, presidente di Ficiap Veneto, associazione di enti di formazione professionale. Riferendosi soprattutto all'apprendistato di 1° livello, quello cioè necessario per conseguire un diploma o una qualifica professionale, ha ricordato: «La “svolta” è stata raggiunta tre anni fa quando, insieme alla Regione e grazie a risorse del Ministero dell’Istruzione, abbiamo convenuto di creare il quarto anno di diploma IeFP (Istruzione e Formazione Professionale)».