Economia | 26 novembre 2021

Settimana Veronese. Dal Moro: «Dobbiamo separare le banche commerciali dalle banche d'affari»

Il deputato del PD Gianni Dal Moro, già componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche venete, analizza il mutato scenario attorno alle banche, suggerendo alcune regole necessarie per evitare di ripetere gli errori del passato.

Settimana Veronese. Dal Moro: «Dobbiamo separare le banche commerciali dalle banche d'affari»

Onorevole Dal Moro, parliamo di banche. Com’è cambiato, dal suo Osservatorio politico, lo scenario negli ultimi anni?

Il sistema bancario nazionale, europeo e internazionale ha subìto dei grandi cambiamenti nell'ultimo decennio. La globalizzazione ha cambiato i processi, altrettanto l'utilizzo della rete; una competizione anche nel sistema finanziario e del mondo bancario che ormai è sempre più internazionale e che consente alle imprese e ai clienti finali di poter accedere ai servizi offerti su larga scala.

Ovviamente tutto questo ha comportato anche un accorpamento sul piano nazionale degli istituti di credito perché sappiamo che per poter reggere una competizione sempre più internazionale abbiamo bisogno di grandi compagnie bancarie che possono mettere insieme una massa critica per poter reggere di fronte alle sfide e anche l'eventuale crisi che il sistema finanziario bancario può correre. Negli anni come abbiamo visto nel passato. E poi c'è il grande tema assicurativo, oggi è esploso il sistema assicurativo italiano e mondiale: alla mattina ci alziamo e da quando usciamo di casa e fino a quando andiamo a coricarci abbiamo mille rischi sul piano personale, sul piano della famiglia sul piano del lavoro, sul piano delle attività proprie imprenditoriali, sulla salute e sulle professioni, sulle condizioni idrologiche del Paese, sul tema del clima e quindi c'è sempre più bisogno di coperture assicurative. Un mercato che sta crescendo molto e che le banche stanno guardando con grande attenzione. In tutto questo, ovviamente, scontiamo gli ultimi anni della pandemia che ha trovato il sistema creditizio in difficoltà, che in parte è stata superata con l'intervento delle garanzie da parte dello Stato.

Tante importanti garanzie che sono state possibili attraverso la disponibilità da parte dell'Europa del superamento del Patto di stabilità che ha consentito allo Stato italiano di poter mettere, a copertura dei finanziamenti, importanti nei confronti di istituti bancari. Questo ci ha aiutato a superare la crisi e a rendere più solidi i nostri istituti.

Onorevole, negli ultimi anni abbiamo assistito a molte aggregazioni bancarie. Ha ancora senso parlare delle banche del territorio?

Il tema delle aggregazioni è un tema di necessità. Questo ha riguardato negli ultimi decenni tutti i più grandi istituti bancari e finanziari. Quindi capisco la difesa del territorio e della località. Però guardate che la cosa che interessa più di tutto ai cittadini è quello che i propri risparmi siano sicuri, siano certi, che ci possono essere servizi e via dicendo. Avevamo delle banche del territorio: Banca Popolare di Vicenza Veneto Banca. Si facevano le passerelle dei leader politici veneti per esaltare i nostri istituti di credito locali, e poi abbiamo visto che fine hanno fatto.

Quindi attenzione, perché oggi noi dobbiamo garantire certezze ai nostri clienti agli sportelli, alle imprese. Non dobbiamo farci affascinare da slogan territoriali che poi dietro nascondono delle gravissime difficoltà. E questo tema che riguarda il tema delle banche riguarda il tema anche assicurativo. Si è andati di fronte a una situazione di grande crisi del sistema generale.

PNRR, sappiamo che lei se ne sta proprio occupando in maniera diretta. Una chiosa su questo.

Certo, però prima vorrei dire alcune cose su come dovrebbe cambiare il sistema bancario con l’introduzione di nuove regole: la prima dobbiamo semplificare e omogenizzare i meccanismi di controllo. Oggi avere Banca d'Italia, Consob, Ivass che non si parlano tra di loro è, nel tempo della globalizzazione e della tecnologia della rete, è incomprensibile. Dobbiamo semplificare e avere un unico organo che possa essere di garanzia e di controllo.

La seconda cosa che considero importante è creare un'autorità a difesa dei clienti finali delle banche. Non possiamo dare a terzi il rischio di controllare e di gestire le situazioni di crisi anche spesso a posteriori senza mai anticiparle. Negli Stati Uniti d'America è stato creato, dopo la vicenda della Lehman Brothers, un organo di controllo a difesa dei clienti finali. Poi un'altra cosa dobbiamo separare le banche commerciali dalle banche d'affari, le grandi banche commerciali sono andate in crisi perché chi faceva banca d'affari asciugava profitti e gli utili delle banche commerciali.

Ci deve essere una separazione da questo punto di vista. E per ultimo io credo che nei consigli di amministrazione delle banche e delle assicurazioni non devono far parte i manager e non devono far parte degli imprenditori perché il conflitto di interessi è troppo alto come si è visto negli ultimi anni. Servono professionalità, competenze, grande equilibrio, grande esperienza perché si gestiscono le risorse degli altri, delle imprese e delle famiglie e non ci può essere il piccolo cabotaggio locale.

Tra l'altro lei ha fatto parte se non sbaglio della Commissione parlamentare di inchiesta anche sulle banche.

Io ho svolto il lavoro del Pm, se possiamo dire così, all'interno della Commissione d’inchiesta sulle banche e principalmente mi sono occupato di tutta la dinamica delle banche venete, e tutto quello che poi è esploso è stato frutto delle mie indagini con il supporto che ho avuto ovviamente dagli organi di controllo. Per quanto riguarda il Pnrr sono relatore del decreto legge numero 152 che entro il mese di dicembre sarà approvato dal ramo della Camera per poi andare velocemente al Senato ed è un provvedimento che cerca di far mettere a terra tutta la grande operazione del Piano nazionale di ripresa e di resilienza con particolare attenzione a tutti i settori più strategici e cioè la rete, il digitale, il turismo, le grandi infrastrutture, ma soprattutto aprendo delle interessanti opportunità anche per i nostri enti locali che dovranno essere supportati da società di servizi nazionali per essere in grado di poter presentare i progetti e le proposte nei bandi di gara che stanno uscendo e che impegneranno per oltre 200 miliardi le risorse del nostro Paese.

Chiaro e utile anche il suo contributo per soprattutto per i punti che ha indicato su cosa si dovrebbe fare per avere un sistema bancario in generale più controllato, più sano chiaramente e più equilibrato.

Perseverare è diabolico diceva qualcuno, sono stati commessi degli errori non solamente nel nostro paese, abbiamo visto in tutto il mondo, partendo dagli Stati Uniti d'America, da quegli errori dobbiamo imparare. Non dobbiamo pensare che passato lo scampato pericolo dopo aver impoverito molte imprese e molte famiglie, il tutto ritorni come prima. Questo sarebbe veramente intollerabile.

Matteo Scolari