Imprese - 24 novembre 2021, 09:46

Banca Mediolanum, addio a Ennio Doris

Il fondatore e presidente di Banca Mediolanum è mancato la scorsa notte all'età di 80 anni. La notizia era stata diffusa nelle scorse ore dalla moglie Lina Tombolato e i figli Sara e Massimo.

Banca Mediolanum, addio a Ennio Doris

«Ennio Doris ci ha lasciati in questa vita terrena. È scomparso un visionario, un innovatore, uno straordinario imprenditore, un altruista, un inguaribile ottimista."C'è anche domani" era il suo motto. E per tutti noi di Mediolanum Ennio Doris c'è ancora e ci sarà. Anche domani». Con queste righe apparse oggi sui canali ufficiali di Banca Mediolanum è stata annunciata la morte di Ennio Doris, fondatore e presidente della banca.

La notizia era stata diffusa nelle scorse ore dalla moglie Lina Tombolato e i figli Sara e Massimo, che «in questi giorni di lutto desiderano mantenere uno stretto riserbo», che chiedono a tutti di voler rispettare. 

Ennio Doris era nato a Tombolo, in provincia di Padova, il 3 luglio del 1940. «Per oltre 40 anni - si legge in una nota - è stato indiscusso protagonista della grande finanza italiana nonché imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda». Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, Doris lascia i figli Massimo e Sara e 7 nipoti: Agnese, Alberto, Anna, Aqua, Davide, Luna Chiara e Sara Viola. Nel 1992 gli viene conferita l'onorificenza di ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Sempre nel 2002 consegue il master honoris causa in Banca e Finanza della Fondazione Cuoa. 

Dal 2000 al 2012 Doris è stato consigliere di amministrazione di Mediobanca e di Banca Esperia. Dal 1996 amministratore delegato della holding Mediolanum fino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum. Fino allo scorso 3 novembre, Doris ha ricoperto la carica di presidente di Banca Mediolanum, per diventare presidente onorario a seguito di una delibera assembleare. Doris era anche presidente onorario della Fondazione Mediolanum Onlus.

Nel febbraio del 1982, dopo un incontro a Portofino con Silvio Berlusconi e con il supporto imprenditoriale e logistico del Gruppo Fininvest, Ennio Doris fonda Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con l'idea di diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio. Tre anni più tardi nasce Mediolanum Spa, holding cui fanno capo tutte le società del Gruppo. Una riorganizzazione che permette la quotazione in Borsa nel 1996 e, nel 1998, l'ingresso nell'allora indice Mib30, delle società a maggior capitalizzazione. Nel 1997 Programma Italia si trasforma in Banca Mediolanum.

«Ci ha lasciato Ennio Doris. Un grande uomo, un grande imprenditore, un grande patriota, un grande italiano». Così Silvio Berlusconi in una nota di cordoglio per la scomparsa di Ennio Doris. "Un uomo generoso, altruista, sempre attento agli altri, sempre vicino a chi aveva bisogno. Ci mancherà molto, mi mancherà moltissimo. A Massimo, a Sara, a Lina la mia vicinanza e tutto il mio affetto".

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE LUCA ZAIA

«Oggi è stato un gran brutto risveglio. Sono profondamente scosso dalla morte di Ennio Doris, per il quale ho sempre avuto stima e ammirazione. Se ne va un pezzo di storia, un’icona nazionale e non solo, un galantuomo che amava la sua terra e comunque ha sempre dimostrato di avere una visione unica. Del resto solo un grande poteva fare cose grandi come quelle realizzate da Doris».

Così il Presidente della Regione Veneto ricorda la figura dell’imprenditore Ennio Doris, scomparso nella notte.

«Di lui – prosegue Zaia – ho un ricordo di un uomo innamorato della vita e dell’ottimismo. Ricordo prima di tutto il suo sorriso e ricordo che fu sua la prima telefonata che ricevetti durante la pandemia, nella quale mi diede da subito la disponibilità a fare la più grande donazione perché potessimo curare e salvare vite umane. Oggi – conclude Zaia – lo salutiamo sgomenti. Rivolgo le mie condoglianze e la totale vicinanza della nostra comunità alla moglie, ai figli, ai nipoti e a tutti quanti gli hanno voluto bene».

SU