Economia - 24 novembre 2021, 12:17

Mele venete: la regione avvia un progetto di ricerca e tutela

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore Caner, ha approvato il progetto di ricerca sulle fumonisine nella frutta veneta destinata all’alimentazione dell’infanzia. La sperimentazione sarà condotta su 1600 ettari nell'arco di un anno. Momento di svolta per il settore che conta 300 aziende, 50mila tonnellate di prodotto e 20milioni di fatturato

Mele venete: la regione avvia un progetto di ricerca e tutela

Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Federico Caner, la Giunta regionale ha approvato la deliberazione con la quale si dà il via libera al progetto di ricerca e sperimentazione sulla presenza di fumonisine nella frutta veneta, destinata all’alimentazione dell’infanzia.

«La frutticoltura, assieme al vitivinicolo, rappresenta, da sempre, il settore trainante per l’agroalimentare veneto - specifica Caner -, anche se, negli ultimi anni, ha subito un importante ridimensionamento dovuto, principalmente, all’andamento climatico anomalo e all’insorgenza di fitopatie. Fattori che hanno portato diversi frutticoltori a rinunciare alle loro produzioni a favore di altre colture meno fragili e maggiormente redditizie».

«In particolare la mela, regina della frutticoltura veneta, è molto richiesta per la preparazione di alimenti per l’infanzia e, proprio con lo scopo di migliorare gli standard qualitativi di questa produzione regionale, sono state avviate delle analisi sul prodotto trasformato che evidenziano la presenza di fumonisine, tossine prodotte da alcune specie di funghi - continua l’Assessore -. Dopo le invasioni della cimice asiatica, ora abbiamo un nuovo nemico che rischia di mettere in difficoltà i produttori veneti. Il progetto che andremo a sostenere nasce proprio con l’obbiettivo di indagare sull’origine e sulle condizioni che favoriscono l’insorgenza di queste micotossine».

Sarà Veneto Agricoltura a condurre le indagini tecnico-scientifiche per rintracciare le cause del fenomeno

«Le indagini si concentreranno sui 1.600 ettari di mela destinati al prodotto trasformato per circoscrivere il fenomeno ed evitare che diverse industrie si rivolgano ad altri mercati per la fornitura di mele - sottolinea l'assessore-. Non possiamo permettere che la fiducia delle maggiori imprese di trasformazione del prodotto veneto, conquistata in tanti anni di forniture sempre accolte ed apprezzate, venga a mancare e che l’intero bacino produttivo regionale venga abbandonato per ricorrere a nuovi fornitori, con l’inevitabile danno per quest’area precisa, che coinvolge quasi 300 aziende, con oltre 50mila tonnellate di prodotto e 20milioni di fatturato annui. Un danno che potrebbe portare, addirittura, all’espianto dei frutteti attualmente interessati».

Il progetto sarà avviato a dicembre e vedrà una prima fase di ricerca bibliografica e di confronto con Enti di ricerca, laboratori di analisi ed Organizzazioni di Produttori, per l’individuazione delle varietà, dei siti di campionamento, e della tipologia di analisi.

A gennaio 2022 saranno inoculati dei funghi produttori di fumonisine (Fusarium proliferatum, Fusarium verticillioides) e aflatossine (Aspergillus flavus) su mele sane delle varietà di maggiore interesse e per circa 25 settimane saranno analizzati i campioni inoculati.

Da giugno a settembre saranno eseguiti i campionamenti in pre-raccolta, mentre da agosto ad ottobre quelli in fase di raccolta ed infine, nei mesi di ottobre e novembre saranno elaborati i dati raccolti e discussi i risultati ottenuti.

Solo tra un anno, a dicembre 2022, saranno divulgati i risultati in un Convegno dove saranno invitati i produttori e le loro Organizzazioni, ma anche i responsabili delle maggiori industrie di trasformazione di frutta biologica e a residuo zero destinata all’infanzia.

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