Lavoro - 23 novembre 2021, 13:00

Istituto anziani di Verona. Zanini (FP Cisl): «Nulla ancora è deciso»

Il segretario provinciale di Funzione Pubblica della Cisl, intervenuto ieri alla trasmissione Verona Econonomia, rettifica in parte la comunicazione annunciata venerdì dalla UIL che dava per sbloccata dopo 8 anni la premialità ai dipendenti.

Istituto anziani di Verona. Zanini (FP Cisl): «Nulla ancora è deciso»

Come annunciato lo scorso venerdì alla trasmissione Verona Economia, il giorno precedente, il 18 novembre, si era tenuto un tavolo di trattativa, non più convocato da aprile 2021, sull'utilizzo delle risorse del fondo dei lavoratori dell'Istituto Anziani di Verona.

A segnalare un passo avanti nei confronti di una situazione di stallo che perdura da anni, è stato proprio venerdì il coordinatore provinciale della UIL Stefano Gottardi, il quale, invitato in trasmissione, ha sottolineato come a seguito di quell'incontro, si sia deciso di avviare una serie di riconoscimenti per i dipendenti per una media di 420 euro a testa.

Secondo le organizzazioni sindacali FPCGIL-CISLFP-CSA, che da tre anni chiedono di assegnare le poche risorse disponibili sul fondo ai lavoratori attraverso il meccanismo delle progressioni economiche, ciò che è stato detto non corrisponderebbe in toto alla verità.

Ieri sera è stato ospite in studio il segretario provinciale FP Cisl Giovanni Zanini, il quale ha sottolineato che, «al momento non c'è alcun accordo scritto che sancisce quello che è stato comunicato a mezzo stampa dalla UIL»

Per ribadire questa posizione, le suddette organizzazioni sindacali hanno diramato anche un comunicato congiunto in cui si dichiara quanto segue.

«Purtroppo anche questa volta gli oltre 20.000 euro (anno 2020) non potranno essere utilizzati per questa finalità. La direttrice ci ha informati che non avendo sottoposto i lavoratori negli anni 2017-2018-2019 alla valutazione non sarà possibile applicare l'istituto contrattuale, fermo da oltre 10 anni. Come noto infatti il CCNL prevede che l'assegnazione delle Progressioni Economiche sia possibile solo con tre schede di valutazione positive».

FPCGIL CISLFP e CSA unitamente alla RSU hanno sottolineato come non sia accettabile che un inadempimento previsto dal D.Lgs 165/2001 a carico della direzione (applicazione schede di valutazione al personale) ricada ancora una volta sul personale e che, inspiegabilmente alla dirigenza sia stato invece erogato il premio di risultato. 

«Abbiamo quindi invitato l'ente a presentarsi con una soluzione al problema nell'incontro che si terrà il 30 novembre. Ricordiamo che già l'anno scorso l'ente non ci aveva convocato per la distribuzione del fondo (39.000 euro) per mancanza delle schede di valutazione. - prosegue la nota - 

L'ulteriore bella notizia spiegataci dalla direttrice è che i 39.000 euro del fondo dei lavoratori del 2019 sono persi e non si possono erogare perchè non si è fatto l'accordo!!!»

L'anno scorso FPCGIL CISLFP-CSA hanno inviato via PEC all'ente la proposta di utilizzare queste risorse per aumentare l'indennità condizioni di lavoro e dare qualche piccolo riconoscimento ai lavoratori durante la pandemia.

«Nessuna risposta dell'ente ed ora ci dicono che sono persi? qui si vuole fare cassa con i soldi dei lavoratori. - concludono i sidnacati - E' oramai evidente che l'incapacità di questo ente stia procurando gravi danni ai lavoratori. Per questa ragione ricorreremo ancora alla Magistratura. Il paradosso ridicolo è che questa direzione e Consiglio di Amministrazione hanno compiuto gli stessi errori che hanno contestato alla direzione, CdA precedente e ai lavoratori.  E' opportuno quindi che qualsiasi accordo sia valutato, prima della sottoscrizione, dai nostri legali per evitare che il CdA e direzione che arriveranno l'anno prossimo trovino magari occasioni per massacrare ancora i lavoratori in nome degli atti dovuti». 

«Oggi siamo in attesa che il CDA si pronunci sulla richiesta sindacale di sospendere la trattenuta dei 50 euro dalle buste paga e di restituire tutte le trattenute (recupero fest. infrasett.), alla luce della sentenza emessa dal giudice Gesumunno sull'Ipab di Cerea. Comune, Ulss e Regione hanno pure il coraggio di chiedere agli infermieri di restare nelle case di riposo».

Matteo Scolari

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