Lifestyle | 23 novembre 2021

Berberè: “La violenza di genere non è sul menù”

La pizzeria dei fratelli Aloe con un punto vendita a Verona, lancia una nuova campagna contro la violenza di genere. Su 15mila cartoni pizza un QrCode con elencati punti e numeri di centri Antiviolenza. L'iniziativa, iniziata ieri, è in collaborazione con "D.i.Re – Donne in rete contro la violenza"

Berberè: “La violenza di genere non è sul menù”

In occasione del 25 Novembre 2021, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la pizzeria Berberè, lancia la campagna “La violenza di genere non è sul menù”.

15 i locali in Italia dei fratelli Aloe, di cui uno nella storica via Pellicciai a Verona.

Nei circa 15mila cartoni pizza, distribuiti dal 22 al 28 novembre in tutte le pizzerie del brand, verrà apposto un adesivo, dotato di QrCode, che invia al sito web di D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, dove sono elencati tutti i Centri Antiviolenza in Italia con i relativi contatti.

La campagna non mira, infatti, solo a sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza di genere ma si pone l’obiettivo di fornire uno strumento concreto di supporto alle donne vittime di abusi. La rete di D.i.Re raggruppa 103 centri antiviolenza sul territorio italiano e ha sostenuto in maniera gratuita, solo nell’ultimo anno, 20.342 donne. La metodologia di accoglienza si fonda sulla relazione tra donne, per costruire percorsi di fuoriuscita dalla violenza che vanno dal supporto telefonico alla piena autonomia, come prevede la Convenzione di Istanbul.

Salvatore Aloe, fondatore insieme al fratello Matteo di Berberè, racconta così l’iniziativa: «Berberè è da sempre un brand sensibile al tema. L’anno scorso abbiamo partecipato all’iniziativa di Action Aid #CallforMargherita. Quest’anno abbiamo deciso di lanciare la nostra campagna attraverso questo piccolo gesto, che ha un duplice significato: fornire alle donne uno strumento per conoscere i centri antiviolenza e dichiarare in modo netto che anche il nostro brand si schiera contro la violenza sulle donne«».

«Tempo fa, in pieno lockdown - ricorda Antonella Veltri, Presidente D.i.Re Donne in Rete contro la violenza - una donna riuscì a salvarsi dagli abusi del marito perché fece finta di ordinare una pizza e invece chiamò le forze dell'ordine, diede il proprio indirizzo, e trovò dall'altro capo un funzionario intelligente che capì il senso di quella telefonata facendo partire la volante. Oggi, grazie alla collaborazione con Berberè, vogliamo mettere tutte le donne e ragazze che scelgono di ordinare una pizza in condizione di reperire il numero del centro antiviolenza più vicino, per evitare di dover arrivare a una situazione di emergenza come quella descritta. La violenza può essere interrotta, farlo da sole può essere difficile e rischioso. Nei centri antiviolenza della rete D.i.Re lavorano oltre 3.000 operatrici e volontarie per supportare chi sceglie di dire basta a una relazione violenta. In qualsiasi momento decida di farlo, noi ci siamo».