Associazioni - 22 novembre 2021, 09:55

Servizio taxi, proclamato lo sciopero mercoledì 24 novembre

Confcommercio Verona ha indetto uno sciopero del servizio taxi previsto per il 24 novembre, dalle 9 alle 21. I posteggi presidiati saranno quattro: Piazza Bra, Stazione Porta Nuova, Ospedale Borgo Trento e Policlinico Borgo Roma. Saranno tuttavia garantiti i servizi essenziali e strategici.

Servizio taxi, proclamato lo sciopero mercoledì 24 novembre

Confcommercio ha indetto uno sciopero del servizio taxi previsto per il 24 novembre. A Verona il fermo del servizio inizierà alle ore 9.00 e terminerà alle 21.00. 


I posteggi presidiati saranno quattro: Piazza Bra, Stazione Porta Nuova, Ospedale Borgo Trento e Policlinico Borgo Roma. Saranno tuttavia garantiti i servizi essenziali e strategici. Verranno rispettate le norme sanitarie anti Covid e le eventuali raccomandazioni della Questura.

 

La nota di Confcommercio

 


«Il DDL Concorrenza approvato dal Governo prevede una ingiustificata deregolamentazione del servizio e rappresenta un inutile duplicato della delega già in fase di attuazione per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea».

«Le categorie del trasporto persone, durante la pandemia, e per contrastarne gli effetti:

 

  • hanno svolto un essenziale ruolo di servizio pubblico riconosciuto dalle istituzioni locali e dai cittadini;
  • hanno visto la loro operatività ridotta a causa degli indici di carico;
  • hanno prodotto ore di servizio senza corrispettivo con un calo del lavoro stimato intorno all’80%.

Essere inseriti nel DDL concorrenza, pur essendo una categoria esclusa dalla Direttiva Bolkestein sui settori da liberalizzare, non è una risposta degna del sacrificio sopportato dagli operatori».

 

«Contestiamo: la ricetta della deregolamentazione del servizio taxi prevista nel DDL Concorrenza non può raggiugere l’obiettivo della “garanzia di una migliore tutela del consumatore nella fruizione del servizio” come indicato nel testo del DDL. Si perderebbero le garanzie di professionalità e di qualità previste per il servizio pubblico, a favore della logica di profitto delle multinazionali dell’intermediazione: un grave passo indietro per gli operatori e per i cittadini».

«Oggi il taxi rappresenta:

 

  • la prima carta da visita della città per chi vi arriva per turismo o per lavoro;
  • un servizio sociale per utenti degli ospedali, anziani, disabili;
  • l’unico trasporto pubblico sottoposto agli obblighi di servizio 365 gg all’anno ed h 24;
  • un servizio ad alta tecnologia prenotabile con APP, gestito da apparati satellitari, con corrispettivo pagabile con tutte le possibilità esistenti (POS, carte di credito, modalità 
  •  differite);
  • un servizio svolto con automezzi al più basso livello di impatto ambientale (i primi a utilizzare motorizzazioni green);
  • un servizio organizzato con modalità innovative grazie a investimenti sempre sostenuti con le risorse degli operatori».

 

«Riteniamo che: le esigenze si evolvano e i cambiamenti ci chiedono di realizzare:

 

  • una mobilità più fluida nei centri urbani, anche grazie ad un maggiore utilizzo del trasporto collettivo;
  • una mobilità più sostenibile dal punto di vista ambientale».

«La ricetta per un maggiore utilizzo del taxi come trasporto pubblico non di linea, garantendo qualità e ulteriori investimenti, stia non nella deregulation, ma in una maggiore caratterizzazione come servizio pubblico. Oggi stiamo sperimentando un servizio parzialmente finanziato grazie ai buoni viaggio che ci permettono di offrire servizi quasi gratuiti alle fasce deboli dei cittadini residenti».

«Pertanto chiediamo e proponiamo: che lo stanziamento per i buoni diventi un fondo strutturale quindi permanente, utilizzabile per una platea più ampia di utenti potenziali, che ci permetta realmente di integrare i servizi di TPL (che fruiscono di un finanziamento pubblico tra il 70% e lil 90% dei propri costi) come auspicato nello stesso DDL e nella Legge quadro del settore la 21/1992, con estensione dell’utilizzo per tutti i comuni dotati di servizio taxi».

«Chiediamo poi che sia marcata la differenza tra intermediazione (parassitaria) e interconnessione (realizzata grazie a piattaforme tecnologiche gestite dai tassisti, come ad esempio APP TAXI). Proponiamo che i posteggi taxi siano i primi spazi nelle città ad essere dotati di colonnine pubbliche di ricarica per le autovetture elettriche».

La nota conclude: «Chiediamo che sia stralciato il trasporto pubblico non di linea dal DDL Concorrenza e che sia riattivato il tavolo di lavoro con il MIT per completare il percorso di riforme previsto, tra le quali la regolamentazione delle piattaforme tecnologiche e l’istituzione del Registro Elettronico Nazionale degli operatori abilitati».


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