Associazioni | 22 novembre 2021

Settimana Veronese. Bonizzato: «Il Veneto ha reagito con grande forza»

Il presidente della Compagnia delle Opere del Veneto, Raffaele Bonizzato, intervenuto giovedì scorso alla seconda puntata della Settimana Veronese della Finanza, ha sottolineato come la nostra regione, a differenza di altre, abbia saputo reagire con determinazione, attraverso le sue aziende e non solo, alle conseguenze della crisi innescata dalla pandemia.

Settimana Veronese. Bonizzato: «Il Veneto ha reagito con grande forza»

Presidente, ricordiamo innanzitutto chi è CDO.

Compagnia delle Opere è un’associazione trasversale a tutte le altre associazioni. CDO non fornisce servizi, ma accompagna l'imprenditore, o meglio cerca di indicare le condizioni perché ci sia lo stile imprenditoriale che parta dall'attenzione alla persona e che usi l'azienda come strumento per far sì che le persone al loro interno possano esprimersi al meglio.

Tra i temi che trattiamo in tal senso c’è anche quello della conciliazione, e non solo per la donna, ma in generale per l’uomo e per la donna. Uno degli argomenti che spesso tocchiamo è quello del work life balance poiché spesso succede che l'imprenditore, uomo o donna che sia, rischia di soccombere rispetto a quelli che sono gli impegni e le responsabilità del mondo del lavoro, dimenticandosi che c'è la famiglia, ci sono interessi personali. C'è bisogno anche del tempo per se stessi.

La pandemia ha influito sulla vostra vita associativa?

CDO ha avuto anch'essa dei problemi durante la pandemia perché è chiaro che è un’associazione che crea occasioni di incontro fra imprenditori, in modo tale che l'imprenditore possa in qualche modo trasferire la propria esperienza imprenditoriale, e di conseguenza a far scuola con scuola, è stata condizionata dalla pandemia ci ha bloccato tutto, quindi davvero è stato un momento non facile.

In ogni caso le associazioni tutte, anche la nostra, hanno fatto il loro compito e spesso hanno sostituito anche il ruolo delle istituzioni, non solo nell'interpretazione delle norme, ma anche nel creare le condizioni per intercettare sul mercato, ad esempio, quelli che erano i dispositivi sanitari che nei primi mesi mancavano.  

Questione Veneto?

Io credo che il Veneto sia davvero un territorio che ha saputo reagire e sta reagendo con una capacità superiore rispetto al resto d'Italia. C'è un dato che ci dice questo, è il tasso di natalità delle imprese che è inferiore alla media in Italia. È un dato incredibilmente positivo perché il nostro territorio è un territorio che ha una propensione all'impresa. Quindi se noi abbiamo meno partite Iva nuove rispetto al resto del Paese vuol dire che ci sono meno aziende in crisi.

Detto questo i due passaggi veloci, uno per dire che ci sono comunque settori ancora pesantemente in crisi, tra questi, anche se di nicchia, quello delle palestre e dei centri fitness. Il ritorno nei centri fitness si è assestato oggi attorno al 50 per cento rispetto a quello che era la presenza pre-crisi. Sottolineo questo settore per due motivi: primo perché ci sono imprenditori che hanno investito tutta la loro forza economica e il loro tempo di creare queste aziende e a mio avviso sono stati lasciati soli troppo a lungo; secondo, perché stiamo parlando di segmenti molto verticali e non facilmente convertibili in altro.

Chiudendo sul turismo, nel Pnrr c’è una misura molto importante che riguarda questo comparto. Ricordiamoci che come Veneto abbiamo nove dei nostri Comuni del Veneto piazzati nei primi 24 comuni che fanno accoglienza, per 42 milioni di presenze registrare nel 2019, periodo pre-Covid. Sicuramente un’attenzione verso questo settore è indispensabile da parte del sistema politico, istituzionale e imprenditoriale regionale e nazionale.

Iniziative prossime di CDO?

Durante la pandemia ci siamo chiesti cosa potevamo fare per affiancare le imprese in questa fase e l'idea che ci è venuta è stata quella di creare una scuola di formazione. Non che manchi la scuola di formazione, ce ne sono molti, ma quella che abbiamo battezzato e che presenteremo il prossimo 2 dicembre si chiama busines survivor adaptive quindi un percorso di sopravvivenza distribuito su dieci o quindici giornate l'anno dove cerchiamo di toccare tutti gli aspetti fondamentali per resistere in questo mercato cambiato profondamente anche a causa della pandemia.

Matteo Scolari