Lavoro | 19 novembre 2021

Imprese e parità di genere, il Pnrr occasione da non perdere

Ieri a Verona il convegno del Comitato per l’imprenditorialità femminile della CCIAA di Verona in collaborazione con Unioncamere e Fondazione Bellisario. 400 milioni per le imprese femminili dal PNRR, a Verona solo il 10% di quote rose nei cda delle prime venti imprese.

Imprese e parità di genere, il Pnrr occasione da non perdere

Nazioni Unite, Agenda 2030, Obiettivo 5: “Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica”. E’ una “Missione possibile”? Se lo è chiesto il Comitato per l’imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Verona nel convegno AGENDA 2030: OBIETTIVO 5. MISSIONE POSSIBILE? I NUOVI PIANI D’AZIONE E GLI STRUMENTI PER IMPRESE E PROFESSIONI.

Roberta Girelli, presidente del Comitato per l’imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Verona ha aperto i lavori sottolineando che «ci interroghiamo su come le imprese possano contribuire a garantire parità di condizioni competitive tra generi. Riusciremo a raggiungere l’obiettivo di arrivare ad una presenza femminile pari al 30% tra gli imprenditori italiani, come auspicato da Agenda 2030? Attualmente a Verona le 19618 imprese rosa rappresentano il 20% del totale delle imprese scaligere».

«Un’imprenditoria femminile forte porta maggior occupazione, - ha dichiarato Nicoletta Ferrari, referente veronese della Fondazione Marisa Bellisario - ricordiamoci che l’Italia è all’ultimo posto in Europa ben lontano dagli obiettivi di Lisbona, è volano di crescita per tutto il paese, oltre che per l’economia globale portando con sé un potenziale di 13 trilioni di dollari sino al 2030 come riporta una ricerca di McKinsey del 2020».

«Con la legge di Bilancio è stato istituito un fondo da 400 milioni di euro per le imprese femminili  che sarà operativo al massimo entro fine anno - ha spiegato Giulia Zanotti di Invitalia, l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle imprese. Il fondo prevede finanziamenti fino a 400mila euro per progetti di investimento con contributi che vanno a finanziare anche il capitale circolante. Si tratta di un mix di contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero che si compone diversamente a seconda del progetto presentato. Non ci sono limiti all’anzianità d’impresa né alle forme: il fondo è rivolto sia alle imprese che alle libere professioniste. Ci sono già strumenti che finanziano le imprese anche con premialità per la presenza femminile ma su 54mila progetti di startup presentati, la presenza rosa nella compagine societaria è di una su 3».

Migliora invece la presenza nei consigli di amministrazione delle società di capitali, dopo l’introduzione delle quote rosa obbligatorie.

«Nei cda delle prime venti imprese veronesi per fatturato nel 2019, su 98 amministratori la presenza femminile è del 9,8%. Nel 2009 era del 3,2% - ha affermato Riccardo Borghero, vice segretario generale della Camera di Commercio di Verona – se poi analizziamo le prime venti imprese scaligere per volume di prodotti esportati la presenza di donne sale all’11,7% e la metà di esse hanno almeno una donna in cda».

Il gap è ancora ampio tra presenza maschile e femminile e si riscontra anche nelle libere professioni.

Anna Fedrizzi, Presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Commercialisti di Verona ha aggiunto che su 1milione 458mila di liberi professionisti in Italia solo il 36% sono donne, secondo l’Osservatorio di Confprofessioni. In 10 anni la percentuale è aumentata di 6 punti. La maggior presenza femminile si registra nell’area della sanità, legale e, a seguire l’area amministrativa contabile.

Il convegno di ieri è stata la terza tappa del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” ha aggiunto Tiziana Pompei, Vice Segretario Generale Unioncamere, che ne è l’ideatrice. Pompei ha sottolineato che «i comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camera di Commercio, per la prima volta, nella legge di Bilancio, hanno avuto un riconoscimento esplicito. Credo siano maturi i tempi per rivedere il ruolo d’intesa con il Mise e per integrarlo con il ministero delle pari opportunità».

Molto applaudito è stato l’intervento di Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario: «l’impreditoria femminile è settore importante per l’economia del nostro paese, malgrado la pandemia c’é un momento di voglia di fare, di rinascita e le imprese sono 1,340 milioni a guida femminile. Sono preoccupata perché dovremmo avere corsie preferenziali senza blocchi, noi dobbiamo velocizzare tutto».

Al convegno ha partecipato anche l’imprenditrice Mariacristina Gribaudi, Amministratrice Unica di Keyline e Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia. «E’ nella diversità che dobbiamo includere» ha detto.