Associazioni | 19 novembre 2021

Settimana Veronese. Mirandola: «Siamo imprenditrici, ma abbiamo a cuore anche la conciliazione»

Federica Mirandola, presidente di ApiDonne Confimi Verona, sottolinea l'impegno assunto dai corpi intermedi durante la fase più acuta dell'emergenza, ma anche in questa fase di ripartenza, ponendo l'accento anche sulla questione importante di riuscire a conciliare lavoro e famiglia.

Settimana Veronese. Mirandola: «Siamo imprenditrici, ma abbiamo a cuore anche la conciliazione»

Il ruolo dell'associazioni in questo periodo è stato importante, sia per sostenere le imprese, ma anche per condividere tutto quello a cui dovevamo adeguarci. Noi imprenditori abbiamo fatto veramente i salti mortali e abbiamo cercato di dare il meglio di noi stessi per poter garantire anche la sicurezza, perché ci stanno molto a cuore sicuramente i nostri collaboratori, ed è stato importante veramente instaurare molta umanità e serenità, anche nei confronti dei loro famigliari.

Il peso della responsabilità è stato veramente tanto, abbiamo comunque cercato di lavorare anche perché comunque il mondo andava avanti nel frattempo. Abbiamo cercato di produrre e di proseguire tutti i giorni che erano possibili.

Ricordo tuttavia un altro aspetto, noi siamo imprenditrici e ci mettiamo cuore e passione, però abbiamo anche le famiglie, che sono importantissime, abbiamo i figli, abbiamo i genitori, e questo periodo ci ha dato la consapevolezza che una conciliazione è necessaria oltre che auspicabile. E le imprenditrici, in particolare, lo sentono molto a cuore questo tema.

In Apidonne, alle le ragazze giovani, diciamo sempre di non rinunciare a una carriera, ai sogni, alle ambizioni, però devono essere messe nelle condizioni di poterlo fare. Quello della natalità è un bel problema per il nostro Paese, dove nascono sempre meno bambini, per cui è molto importante pensare anche a questi temi associati a quelli dell’impresa.

Sabato 20 novembre, a partire dalle 10.30, ci sarà un evento importante in Gran Guardia organizzato proprio da ApiDonne Verona.

"È tempo di riscrivere l’impresa femminile. La nostra proposta di legge” è il tema del convegno promosso per sabato 20 novembre al Palazzo della Gran Guardia da APIDonne Confimi Verona in collaborazione con il Gruppo Donne di Confimi Industria e il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona con il patrocinio del Comune di Verona.

Pensate, sono oltre 1 milione e 300 mila le imprese femminili in Italia, circa 1 su 5 (dati Unioncamere), ma potrebbero essere molte di piùA restringere il campo è la Legge 215/92 che considera impresa femminile la società cooperativa e la società di persone, costituita in misura non inferiore al 60% da donne, e la società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai 2/3 a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne. 

Definizione ormai datata e inappropriata secondo noi che si scontra con la realtà produttiva ed economica del nostro Paese composto per il 92% da PMI che sono per lo più a conduzione familiare, aziende e industrie che si tramandano di generazione in generazione, indistintamente a figlie e figli.

Per denunciare quanto queste percentuali siano penalizzanti e per favorire una revisione dei parametri anche in vista delle opportunità offerte dal PNRR, il Gruppo Donne di Confimi Industria si è reso promotore di una proposta di revisione della normativa, presentata alla Camera lo scorso 15 settembre, nella direzione di favorire le imprenditrici che si occupano attivamente della gestione d’impresa.

Sfida che è al centro del dibattito promosso dal nostro Gruppo, a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.