Associazioni | 18 novembre 2021

AISA, Dell'Omo: «Bonus Terme, troppa confusione. Andava gestito meglio»

Ai microfoni di Verona Economia, il presidente dell'Associazione italiana Saune e Augfuss (AISA). Situazione del comparto, criticità e polemiche riguardo il bonus terme, progetti futuri e tanto altro: i temi presi in esame

AISA, Dell'Omo: «Bonus Terme, troppa confusione. Andava gestito meglio»

Il comparto welness è una delle fette business maggiori d’Italia, al sesto posto nella classifica nazionale per settori che muovono l’economia; vanta picchi superiori al 6% per quanto riguarda l’influenza sull’andamento del mercato globale.

Il benessere che non si declina solo in imprese ma anche in associazioni. A fare chiarezza sull’attuale stato di salute del mercato, le criticità in merito al bonus e i progetti futuri Paolo Dell’Omo, presidente di AISA, l'Associazione italiana saune e Augfuss.

 

Che cos'è AISA e di cosa si occupa?

AISA è un'associazione Onlus nata nel 2013 e che di fatto è una piattaforma che raccoglie i più importanti centri benessere e termali che ci sono in Italia e si occupa di istituire standard per quanto riguarda il benessere. Inoltre, è un ente di formazione anche per coloro che vogliono intraprendere il mestiere di addetto sauna.

 

Il comparto è reduce da un momento storico difficile come per ogni altro settore ma, forse, ha sofferto in modo più consistente di altri le chiusure. Qual è lo stato di salute del comparto wellness in questo momento storico?

Il nostro settore purtroppo ha sofferto di due diversi intervalli di chiusura: il primo, ovviamente, per il grande look down e il secondo, ancora peggiore, perché siamo stati chiusi per ben nove mesi da novembre fino a maggio-giugno dell'anno successivo.

Riprendersi da nove mesi di chiusura è stato veramente difficile. In questo momento il settore è fortunatamente in ripresa perché c'è ottimismo anche da parte delle persone che continuano ad arrivare nei nostri centri.

Tuttavia, un neo che ci vede penalizzati è il decreto in merito alla capienza: oggi soltanto il %20 delle persone può accedere nei centri con Green pass. Inoltre, i bagni turchi sono chiusi ormai da due anni. Senza contare che rimane nel limbo tutta la parte di abbonamenti erogati ma che abbiamo stoppato: questi devono proseguire ma il loro margine di durata slitta considerevolmente in termini di tempo.

Avremmo bisogno di un intervento istituzionale concreto, magari con dei piccoli incrementi in merito alla capienza: non arrivare al 100% ma un 70-80% sarebbe già un buon traguardo.

La ripresa adesso può contare su una grande opportunità, quella del Bonus Terme: 53milioni di euro erogati attraverso buoni a tutti i cittadini che ne facciano richiesta. Ci sono state molte polemiche a riguardo, ad esempio per il sito in tilt e l'accesso non garantito uniformemente. Come sta andando il bonus terme.

Come associazione ringraziamo le istituzioni per aver messo a disposizione un ottimo bonus, un incentivo per le nostre attività. Tuttavia è stato riscontrato un problema: il cosiddetto click day ha mandato in tilt il sistema e non è stato erogato in maniera eterogenea su tutto il territorio. Faccio un piccolo esempio: il Veneto, che oggi conta la maggior parte delle strutture termali del nostro Paese, sembra (dai primi dati) che abbia raccolto soltanto il 10% del bonus. Paradossale.

Secondo me, andrebbe rivisto: si potrebbe erogare in maniera differente e, forse, bisognava interpellare gli attori protagonisti e gli esperti del settore per cercare di capire modalità e finalità di erogazione. Non aprire il rubinetto e innescare questa importante pioggia di denaro.

Per alcuni centri oltre al danno anche la beffa perché alcuni utenti abituali hanno posticipato le normali cure per potersi accaparrare e spendere il bonus terme. In conclusione, credo che sia una buona cosa ma dovrebbe durare nel tempo magari ed essere gestita dagli operatori del settore in aiuto alle istituzioni.

 

AISA è un'associazione di riferimento per il comparto, quali sono i progetti futuri?

Tra i progetti futuri c’è la volontà di allacciare partnership di livello anche con quella che è la parte istituzionale per tessere una rete sinergica e diffusa.

Con l'aiuto dei nostri partner, come Federalberghi Terme, stiamo progettando una presenza sempre più capillare sul territorio e, tra gli obiettivi, sicuramente influire sui processi decisionali.

Un altro centrale progetto per il quale ci stiamo battendo è ottenere l’adeguato riconoscimento e le opportune tutele in merito a una figura professionale centrale, addetto sauna e responsabile del benessere. Le istituzioni dovrebbero aggiornare la normativa e includere questo lavoro.

Erika Funari