Enti | 17 novembre 2021

Helga Fazion: «Cura e attenzione al territorio grazie anche al PNRR»

Il direttore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, ospite di Verona Economia, ha sottolineato il ruolo strategico di prevenzione che questo ente ha, specie in un momento storico contrassegnato da forti cambiamenti climatici. Per il Piano, presentati 5 progetti per un valore di 45 milioni di euro.

Helga Fazion: «Cura e attenzione al territorio grazie anche al PNRR»

Direttore, innanzitutto spieghiamo cos'è il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e quando nasce.

Il Consorzio Alta Pianura Veneta nasce dalla fusione di tre consorzi importanti per il territorio veronese e vicentino: lo Zerpano Guà, l’Astico Bacchiglione e quello della Riviera Berica. Con la nostra attività ricopriamo 96 comuni delle province tra Verona Vicenza e alcuni comuni anche del padovano, in particolare 30 comuni veronesi, 61 vicentini e 5 della provincia di Padova e nasciamo con la Legge regionale 12 del 2009, con inizio attività effettivo nel 2010.

Tante le attività che svolge il consorzio. Sicuramente c'è un'attività di prevenzione, quello è indiscusso.

Bisogna dire che l'attività tipica del Consorzio è proprio legata all’attività di prevenzione. Noi nasciamo come consorzi di bonifica e irrigazione, ma principalmente nell'ambito proprio della sicurezza idraulica della difesa del suolo. Noi ci occupiamo di manutentore e di tenere puliti e fluidi tutti quanti corsi d'acqua che abbiamo in delegazione amministrativa, quindi su delega da parte del demanio della Regione Veneto, per far sì che tutte le acque piovane e che naturalmente scorrono nei corsi d'acqua poi fluiscano in modo da non creare danni e non ci siano esondazioni che poi naturalmente vanno ad incidere su gli abitati e sulle persone a creare danni importanti.

In questi anni siete intervenuti più volte con opere e infrastrutture per cercare di limitare i danni che purtroppo in alcuni casi sono anche accaduti.

Negli ultimi anni questi grandi cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro territorio hanno fatto sì che si alzasse l'attenzione anche da parte dei consorzi di bonifica che normalmente si occupano di manutenzione ordinaria per far sì di investire in progettualità e poi nell'esecuzione di opere che vanno, dopo questi disastri naturalmente, a risistemare il territorio e a metterlo maggiormente in sicurezza rispetto a prima, ma anche con una forte progettualità proprio legata ancor di più alla prevenzione rispetto al passato.

Ci può fare qualche esempio di interventi che sono stati realizzati in questi ultimi anni e che hanno permesso di mettere in sicurezza ancora di più il territorio?

A seguito delle varie alluvioni che ci sono state, abbiamo lavorato per esempio nelle zone del veronese nelle zone, della Valle di Mezzane, e abbiamo degli altri importanti progetti per degli interventi in provincia. Con Vaia abbiamo effettuato grandi sistemazioni di alvei, per esempio nella zona di Monteforte D’Alpone con Rio Carbonare, sono opere che sono ancora in corso, che stiamo ultimando. Abbiamo fatto importanti interventi anche nell'area della Astico e nella zona del Vicentino e devo dire che stiamo investendo nel giro di tre anni, dal 2019 al 2021, circa 10 milioni di euro proprio sul territorio.

Non solo infrastrutture, non solo prevenzione, il Consorzio si occupa anche della gestione delle risorse idriche e dell'irrigazione. Quindi un ruolo da protagonista anche nell'agricoltura veneta.

L'irrigazione è il nostro secondo cosiddetto “core business”, nel senso che siamo coloro che fanno sì che ci sia un'importante e florida agricoltura nel nostro territorio. Siamo a fianco degli agricoltori e ci occupiamo quindi di salvaguardare la risorsa idrica affinché essa venga utilizzata in agricoltura in modo corretto, non esagerando nel senso che cerchiamo comunque di risparmiarla, ma facendo sì anche che ci sia una corretta distribuzione proprio a seconda del tipo di colture che ci sono sul territorio.

Abbiamo una fitta rete idrografica sia di impianti attrezzati, portiamo per esempio l'acqua in zone che normalmente non c'è, se pensiamo per esempio alle colline alle zone della Val D’Illasi, alla zona della e della Val Tramigna, dove abbiamo per esempio tutto il mondo dei vigneti che in qualche modo viene irrigato grazie ai nostri impianti. Oppure se ragioniamo, invece, nella zona più a sud della nostra provincia, pensiamo al canale Leb, che è una importante opera realizzata tra gli anni ‘80 e gli anni ’90, che attraversa e taglia tutta la pianura veneta longitudinalmente e porta acqua in zone che altrimenti sarebbero desertiche, perché noi abbiamo delle zone del Veneto che sono ricchissime d'acqua e delle zone invece che rasentano la siccità. Grazie a questa importante opera, che prende l'acqua dell'Adige, noi riusciamo a portare l'acqua e poi canalizzarla attraverso le cosiddette opere di irrigazione a scorrimento, oppure di soccorso, a tutta quella agricoltura che altrimenti sarebbe in un'area desertica. In questo modo evitiamo che vengano venga perforato il terreno e che vengano utilizzati pozzi che in qualche modo vanno ad alterare anche gli equilibri delle falde.

Abbiamo parlato più volte e a più riprese del cosiddetto Pnrr, uno strumento al quale anche il Consorzio guarda con estremo interesse per quelli che saranno i progetti futuri.

Per quanto riguarda il Pnrr siamo su due linee di finanziamento: una che riguarda proprio il mondo dell’irrigazione e un altro che riguarda, invece, la parte che interessa più la difesa del suolo e la salvaguardia dei territori. Devo dire che in questo momento per noi il Pnrr ha dato la possibilità di accedere ai finanziamenti per quanto riguarda l'irrigazione, quindi abbiamo presentato cinque progetti che per noi valgono circa 45 milioni di euro e attraverso il Mipaaf, il ministero delle Politiche agricole, e devo dire la verità che con grande soddisfazione al momento siamo in graduatoria per un investimento di 36 milioni di euro su quattro progetti; quindi un grande successo per il Consorzio, è una progettazione interna, quindi da un punto di vista tecnico esaltiamo anche un po’ le competenze che abbiamo all'interno del nostro ente e devo dire che questa è una grande soddisfazione per un direttore che da un anno che in servizio.

Chiudiamo proprio con questo focus su di lei direttore, lei è arrivata a gennaio 2021. Siamo quasi a un primo anno di mandato. Come sta vivendo questa esperienza? Ricordiamogià presidente di Federmanager Verona, una grande esperienza manageriale.

Qualcuno mi ha definita la “signora delle acque” perché ho iniziato la mia carriera professionale nel mondo del idrico integrato e sono poi transitata attraverso il mondo delle multiutility e sono arrivata alla bonifica. Ho fatto due anni il direttore di un consorzio di bonifica in Toscana. Naturalmente qui mi sento a casa e devo dire che il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta è una bellissima realtà. Ho trovato una delle grandi competenze e ho trovato un grande senso di responsabilità verso un territorio. L'accoglienza è stata buona, stiamo lavorando sodo e stiamo portando dei risultati che sono molto importanti per il nostro territorio questa è la più grande soddisfazione.

Matteo Scolari