Enti | 12 novembre 2021

Trasporti, messaggio da Open: «Sta arrivando una rivoluzione green»

«Sostenibilità ambientale e trasporti. Come agire sulla principale fonte di impatto», questo il titolo dell'appuntamento della rassegna 2021 organizzata dall'Ordine degli Ingegneri di Verona che si è tenuto ieri a nella sede di via Santa Teresa 12.

Trasporti, messaggio da Open: «Sta arrivando una rivoluzione green»

È ufficialmente il settore con un maggiore impatto sulle emissioni di CO2 e di polveri sottili avendo superato, in particolare nel Nord Italia, il riscaldamento domestico. Ma anche nel mondo dei trasporti sta arrivando una «rivoluzione green», che coinvolge tutti i mezzi, dai treni agli aerei, passando per le navi. Il tema è stato al centro, oggi, dell'ultimo appuntamento, in ordine di tempo, della rassegna Open 2021-2022, «Sostenibili attività», dal titolo «Sostenibilità ambientale e trasporti. Come agire sulla principale fonte di impatto», curato dalla Commissione trasporti e viabilità dell'Ordine degli ingegneri di Verona.

Una sfida che coinvolge, in primo piano, anche Verona, come ha ricordato, nei saluti iniziali, il vicesindaco Luca Zanotto: «Arriveranno dal ministero dei trasporti 9 milioni che impiegheremo nella prima flotta di bus elettrici: cominceremo con dieci mezzi, ma l’intenzione è quella di investire sempre di più in questo fronte. Ma è ancora fondamentale convincere il maggior numero di persone, soprattutto chi copre il tragitto casa — lavoro entro i tre chilometri, a utilizzare i mezzi pubblici. In questo senso va anche l’iniziativa, nel corso delle domeniche ecologiche, di mettere gratuitamente gli autobus a disposizione dei cittadini».

Il tema è stato affrontato anche da Marco Pasetto, professore ordinario di Strade, ferrovie e aeroporti all’Università di Padova. «Le città — ha spiegato — devono affrontare il nodo del trasporto pubblico prevedendo un mezzo che garantisca sicurezza e tempi di percorrenza efficienti e garantiti in ogni situazione. In quest’ottica, i mezzi elettrici come tram e filobus sono ancora competitivi, soprattutto se sfruttano corsie dedicate e il meno possibile quelle promiscue». Intervenire sulle emissioni che si generano nei trasporti è fondamentale, nota Lorenza Campagnol, ricercatrice dell’Università Ca' Foscari di Venezia: «Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un aumento senza precedenti dell’emissione di gas serra, fino ad arrivare a 410 parti per milione nell’atmosfera terrestre. Tutto questo avrà anche un costo economico: si parla di un impatto sul Prodotto interno lordo di almeno il 23% nel 2100. Il costo della mitigazione, invece, è calcolabile tra l’1 e il 2% del Pil, che potrebbe diventare il 5% a fine secolo. Gli investimenti devono essere necessariamente pesanti, ma sono anche necessari».

Al convegno, ospitato nella sede dell’Ordine degli Ingegneri, si è parlato anche della situazione e delle prospettive nei trasporti ferroviari e marittimi. Entrambi (quello marittimo soprattutto nelle merci) generano esternalità negative minori rispetto al trasporto su gomma. «Alcuni gruppi ferroviari — fa sapere Giovanni Saccà, Preside Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani (C.I.F.I.) Sezione di Verona — come Ferrovie dello Stato, stanno puntando molto sulla sostenibilità, prevedendo ad esempio un tariffario sulle emissioni di CO2 oppure valutando l’introduzione dell’idrogeno come fonte di energia».

Sul fronte del trasporto marittimo, le principali criticità riguardano le navi da crociera: «Questi mezzi — spiega Alessio Rosin, ingegnere esperto di pianificazione dei trasporti — necessitano di grossi quantitativi di energia, da 10 a 20 megawatt. Da soli pesano per il 15% rispetto all’intero parco auto europeo per l’emissione di ossidi d’azoto (NOx). Per fare un altro paragone: il porto di Venezia ospita 70 navi da crociera l’anno. Solo queste inquinano venti volte di più di tutte le auto che circolano tra Mestre e Marghera, all’interno del territorio comunale di Venezia».

Per l’Ordine scaligero, il nodo trasporti ricoprirà un ruolo centrale anche per la Verona del futuro. «Il nostro lavoro non si limita solo alla progettazione delle opere — afferma la vicepresidente Valeria Reale (nella foto) — ma riguarda sempre di più anche la gestione dell’infrastruttura sul lungo termine. Da questo punto di vista diventa ogni giorno più importante ragionare in termini di sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Ogni cantiere che nasce oggi, deve portare a qualcosa in grado di superare questi test nel tempo».