Risparmio | 26 ottobre 2021

Casa Cattolica: un deciso "No" all'OPA Generali

Generali offre 6,75euro ad azione ma i soci di Casa Cattolica non ci stanno: il patrimonio netto consolidato non giustifica l'offerta di Generali. Prezzo basso con un deficit del 40%. Gli oltre 18mila soci chiedono 10euro

Casa Cattolica: un deciso "No" all'OPA Generali

«Al prezzo offerto di 6,75 Euro sono circa 700 i milioni di euro che verrebbero a mancare nelle tasche di migliaia di piccoli e grandi risparmiatori della società veronese. Il prezzo sarebbe infatti troppo basso: si chiedono almeno 10euro sulla base del Patrimonio Netto Consolidato». 

Anche per questo motivo i coordinatori di Casa Cattolica confermano a voce ancora più decisa il loro “No” all’OPA Generali. 

Per soci, rappresentanti della politica e delle imprese, riuniti sotto un unico "tetto", sarebbe una svendita di Cattolica Assicurazioni al gruppo assicurativo triestino: «6,75euro è un prezzo non congruente con il reale valore della società – si legge in una nota di Casa Cattolica -. Il valore offerto da Generali è inferiore del 40% al patrimonio netto consolidato che a giungo 2021 ammonta a 11,72euro per azione». 

Inoltre, secondo i soci di Casa Cattolica, altra mancanza è quella di non aver tenuto conto della fitta rete di soci che si è creata in questi anni fungendo da aggregatore per il territorio: «L’offerta non tiene conto dell’avviamento costituito da 3,5 milioni di clienti e di una rete formata da 1400 agenzie con alle spalle 125 anni di storia», sono i numeri riportati dalla nota emessa da Casa Cattolica per avvalorare il “No” all’OPA Generali.

Buona parte dei 18.600 soci storici, oggi azionisti dopo la contestata trasformazione in Spa (è ancora in corso una importante causa legale presso il Tribunale di Venezia), hanno in carico mediamente il titolo tra i 12 e i 16 euro.

Secondo le stime di Casa Cattolica, che tralasciano i picchi dal 2005 al 2007 quando il prezzo per azione è di 20euro, il prezzo offerto sarebbe inferiore del 41% alle quotazione del 01/01/2010 (11,55 Euro) e del 27% rispetto a quella del 01/01/2018 (9,25 Euro).

Si tenga presente che le spa bancarie talvolta quotano a sconto rispetto al patrimonio netto. Questo è dovuto al fatto che il mercato stima che vi possano essere nei portafogli crediti inesigibili o che la profittabilità non sia adeguata. 

Gli esperti di Cattolica smentiscono questa ipotesi attestando comunicazioni del CDA (6 agosto 2021) che relativamente al bilancio del 30/06/2021 affermano: «L’Utile netto di gruppo ammonta a €107mln (+938%), raccolta premi in decisa crescita con un ottimo mix. Solvency ratio stabile a 197%. Raccolta complessiva a €2,6 mld in incremento, sia nel lavoro diretto premi danni (+2,3%) sia nel vita (+40,9%). La combined ratio si conferma ad eccellente livello (87,7%) e il patrimonio netto consolidato pari a €2.677mln in crescita rispetto al FY2020 (€2.613mln)».

Secondo quanto dichiarato nella nota stampa, il prezzo di Generali o sconta una cattiva gestione passata o è troppo basso; l’offerta adeguata sarebbe 10euro. In caso di adesione a 6,75euro si verrebbe a creare un buco di circa 700milioni di euro.