Associazioni | 24 ottobre 2021

Superbonus e mancate proroghe, Ance: «Così si affossa l'economia»

Per il Presidente di Ance Verona, Carlo Trestini «Una misura di tali portate deve consentire un’adeguata programmazione degli interventi, altrimenti tutti gli sforzi fatti fino ad ora saranno stati inutili».

Superbonus e mancate proroghe, Ance: «Così si affossa l'economia»

Le notizie che arrivano dal Documento programmatico di Bilancio per il 2022, approvato dal Consiglio dei Ministri, metteno in allarme Ance, associazione dei costruttori.

«Dal monitoraggio ENEA-MISE aggiornato al 30 settembre» tiene a rimarcare Carlo Trestini, Presidente Ance Verona «emerge che dopo il Decreto Semplificazioni, fortemente richiesto dall’Ance, in un solo mese si è registrato un aumento di circa il 25% in numero e di oltre il 30% degli importi relativi agli interventi del Superbonus, quindi circa 9mila interventi in più per 1,8 miliardi. Le unifamiliari e le unità indipendenti rappresentano sempre la parte preponderante, ma rispetto a febbraio gli interventi sui condomini sono raddoppiati».

«L’annunciata proroga della scadenza del Superbonus al 2023 solo per i condomini» prosegue Trestini «rischia di bloccare il trend in atto, con pesanti ripercussioni sull’edilizia. Veniamo da un anno e mezzo in cui sono partiti pochissimi cantieri: le criticità legate alle incertezze di una nuova detrazione con infiniti chiarimenti, anche contrastanti tra loro, da parte dell’Agenzia delle Entrate, e i tempi infiniti legati all’accesso agli atti sembrano ora essere state superate, e i numeri lo testimoniano. La proroga deve essere generale, altrimenti tutti i preventivi e gli incontri fatti fino ad ora si riveleranno per le imprese e i tecnici tempo perso e soldi non recuperabili».

C’è da segnalare anche la problematica della carenza di molti materiali e dell’aumento esponenziale dei relativi costi (cappotti e materiali in legno, solo per citarne alcuni), che hanno reso non più adeguati i preventivi predisposti fino a qualche mese fa.

Il Presidente chiarisce: «Dall’entrata in vigore del Superbonus le imprese e i professionisti hanno fatto migliaia di preventivi, sopralluoghi, accessi agli atti, ma date le incertezze normative e le centinaia di interpretazioni date dall’Agenzia delle Entrate la partenza della maggior parte dei lavori è stata rimandata in attesa di certezze; ora le certezze ci sono, ma i preventivi si basano su computi metrici riferiti ai prezziari DEI o Regionali, come imposto dalla normativa, con prezzi che nel frattempo sono in alcuni casi più che raddoppiati».

In pratica il numero degli interventi avviati è irrisorio rispetto alle potenzialità della misura e anche in confronto agli obiettivi di riqualificazione energetica e adeguamento sismico del Governo.

«Non dimentichiamo» ricorda Trestini «che solo nella sola Provincia di Verona ci sono oltre 130mila edifici residenziali, di cui circa 90mila costruiti prima del 1980 e che necessitano quindi di interventi importanti di adeguamento sismico e miglioramento energetico. Sempre dal monitoraggio ENEA-MISE si rileva che in tutto il Veneto sono stati avviati 5.780 interventi, possiamo capire quanto ancora ci sia da fare».

«Siamo di fronte alla tradizionale incertezza di fine anno» conclude il Presidente. «Non solo per il Superbonus, ma anche per le altre detrazioni che scadranno a dicembre – bonus facciate e sismabonus – non sappiamo se saranno prorogate o meno, se saranno prorogate alle stesse condizioni oppure no. L’incertezza complica tutto, si accavallano le domande e il loro peso burocratico. Tutta la filiera finisce in affanno: in una fase così impegnativa sarebbe decisivo poter programmare anche l’attività dei fornitori per evitare ritardi e speculazioni».

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