Enti | 22 ottobre 2021

Bonus Terme. Emanuele Boaretto: «Chiediamo più attenzioni alla politica»

Il presidente di Federalberghi Terme rivendica il ruolo sociale delle strutture termali, sia per il benessere psicofisico che restituiscono alla collettività, sia per l'opportunità occupazionale che offrono in zone in cui, alternativamente, non ci sarebbe nulla o molto poco.

Bonus Terme. Emanuele Boaretto: «Chiediamo più attenzioni alla politica»

Presidente, un primo commento a caldo su questo buono da 200 euro che tutti i cittadini dall'8 novembre in poi potranno scaricare.

È una misura che il governo ha inteso proporre e mettere sul piatto per aiutare un comparto che ha particolarmente sofferto durante la pandemia. Quelli che hanno perso meno hanno perso quasi il 70% del loro fatturato e registriamo ancora oggi delle strutture che sono ancora chiuse per diversi motivi, ma sicuramente anche perché prima di ripartire bisogna avere anche una certa sicurezza per i numeri che frequenteranno poi gli stabilimenti termali.

Il plafond di 53 milioni di euro che lo Stato ha inteso destinare a questo comparto si suddivide in sono circa 265 mila bonus che cittadini potranno utilizzare per recarsi in tutte le strutture che sono accreditate sul sito di Invitalia, e quindi gli ospiti dovrebbero verificare all'interno del sito di Invitalia quali sono le strutture che aderiranno a questa opportunità. Una nota abbastanza importante è che questi 200mila euro possono anche essere frazionati, questo è rilevante perché altrimenti una persona o gruppo familiare che riesce ad ottenere questi 200 euro a persona potrebbe essere in difficoltà a utilizzarlo completamente in un'unica occasione.

A proposito di Federalberghi Terme, qual è la sua funzione?

Federalberghi Terme è una parte della grande famiglia di Federalberghi. La nostra sede si trova proprio all'interno di Federalberghi che rappresenta il 94 per cento delle strutture ricettive italiane. Molte di queste strutture, come noi qui ad Abano Montegrotto, come a Ischia e come in altri territori italiani, oltre ad avere la parte ricettiva hanno anche la parte termale. Noi ne rappresentiamo circa 150 a livello nazionale e io sono onorato di rappresentarli. Tornando al bonus, peccato che sia stato messo in campo quando alcune delle strutture stanno chiudendo o hanno già chiuso per la sosta stagionale.

Venite da mesi molto duri difficili come ha già ricordato. Dal punto di vista imprenditoriale il covid ha pesato molto sulle aziende del settore termale.

Sì, assolutamente, lo devo confermare. Purtroppo questa pandemia ha portato con sé l'abbandono di molte professionalità che sono impiegate e impegnate nel lavoro. Abbiamo perso molte professionalità, in tutti i reparti e ora ci troviamo in grande difficoltà, per diversi motivi. Il primo, sostanzialmente le persone non potevano restare in tutti questi mesi senza lavoro, perché chi ha avuto l'idea di andare a scuola di certo non poteva certo rimanere senza un compenso mensile.

In secondo luogo abbiamo difficoltà che sono concrete e che riguardano tutto il nostro territorio nazionale che è rappresentato dalla cittadinanza. Una sciagura che sta aggravando sempre di più la disponibilità di persone più giovani. Poi c'è un'altra sicuramente che va ad incidere che è la disoccupazione. Oggi sappiamo che la generosità dello Stato in termini di assistenza alle persone può durare anche due anni e quindi molti giovani preferiscono proporsi come lavoratori in nero, e questa è una cosa che noi non possiamo più accettare, e nello stesso tempo percepiscono il compenso della disoccupazione. Inoltre avremmo avuto quel famoso bonus per i lavoratori stagionali di 2.400 euro che anche questo ha danneggiato soprattutto le strutture del litorale, del mare, perché effettivamente la gente con questi soldi ha inteso fare delle vacanze prolungate e quindi non dedicarsi alle occupazioni nell’ambito turistico e termale. E noi oggi siamo in grande difficoltà. Si pensi che non abbiamo perso in tutta Italia, e nel mondo della ricettività, circa il 35 per cento della nostra manodopera ante pandemia.

È anche scattato l'obbligo del Green Pass. Come avete accolto questa introduzione nei luoghi di lavoro?

Non solo l’abbiamo accolta, ma l'abbiamo sostenuta e chiediamo che il governo non faccia nessun passo indietro nella campagna di vaccinazione della nostra popolazione. Vi dirò di più: ormai in tutta Europa e anche Oltreoceano guardano al modello Italia proprio per dare una certa tranquillità all'economia, naturalmente con l'economia significa posti di lavoro, equilibrio sociale e un andamento armonioso delle nostre società.

Di cosa avrebbe bisogno il settore per ripartire definitivamente?

Noi chiediamo alla politica un'attenzione che noi non abbiamo mai ottenuto nei decenni passati. Il mondo del termalismo è un mondo piuttosto piccolo e rappresenta una pulce nell'economia italiana, ma tenga presente che molte strutture termali si trovano in territori dove senza queste non ci sarebbero non ci sarebbero opportunità di lavoro e quindi hanno un grande valore sociale anche nella redistribuzione del reddito in territori dove effettivamente non ci sarebbe nulla.

Quindi noi ci aspettiamo da parte della politica quella attenzione che deve partire dalla rivisitazione della legge n.323 del 2000, che sarebbe proprio la legge del termalismo, a molte altre cose che devono portare a un turismo della salute e a un cambiamento dello stile di vita che dovrebbe vedere anche nelle terme un punto fermo proprio per dare un benessere alla collettività.

Matteo Scolari