Lavoro | 20 ottobre 2021

Veneto inarrestabile: la produzione continua a crescere, attestato +12%

Secondo le analisi della CNA il saldo occupazionale regionale è in ripresa, vicino ai numeri pre-pandemia. Tasso di disoccupazione al 4,8%: il più basso del nord Italia che svetta a oltre 6%.

Veneto inarrestabile: la produzione continua a crescere, attestato +12%

La ripresa c’è. Dall’inizio del 2021, in Veneto le statistiche segnalano un costante aumento della produzione: dal +12%, su base annua registrato nei primi tre mesi del 2021, al rimbalzo del +34,1% nel periodo compreso tra aprile e giugno; fino alla stagione autunnale, che porta il PIL regionale a +5,9%.

In questo quadro generale, oltre la metà delle micro imprese italiane è intenzionata ad assumere personale entro gennaio 2022.

Ma la crescita dell’occupazione è frenata dalle difficoltà incontrate nel reperire le figure professionali necessarie all’attività aziendale.

Questi i dati raccolti e le analisi condotte della CNA su un campione di oltre 2mila tra artigiani, micro e piccole imprese.

Il mercato del lavoro si è finalmente sbloccato e l’occupazione sembra aver superato l’emergenza da pandemia: su base nazionale si registra, infatti, una crescita a livello tendenziale delle assunzioni (+27,8%).

Il Veneto nei primi nove mesi del 2021 vede i saldi occupazionali che si avvicinano a quelli del 2019. Nel complesso dei contratti attivati nel 2021, va segnalato che il 74,8% sono contratti a termine (dati Veneto Lavoro). Il tasso di occupazione nella fascia di età 15-64 anni è del 66,2% e la disoccupazione è del 4,8% rispetto al tasso registrato nel Nord Italia che è del 6,1% (dati Istat).

L’occupazione nell’artigianato, nelle micro e nelle piccole imprese rimane in aumento su base annua grazie a sette mesi di crescita ininterrotta (la tendenza su base nazionale è di un incremento del +2,3%).

Tra assunzioni e cessazioni, in Veneto si registra un saldo positivo a favore delle assunzioni di oltre 72mila contratti: “solo” 2mila in meno rispetto al 2019. 

Saldo positivo di 4.991 contratti per il settore metalmeccanico, solamente il -2,8% rispetto al 2019.

4.121 contratti nelle costruzioni: attestato, però, un -9% rispetto al 2019, nonostante le politiche e gli incentivi che hanno coinvolto il comparto casa.

Comparto a sé è quello della ristorazione.  Il settore che vede particolarmente penalizzati i servizi di catering per eventi e banqueting, continua a mostrare difficoltà ad attirare candidati e manifesta sempre più la necessità di uno strumento contrattuale adeguato a far fronte ai bisogni improvvisi di personale legati a particolari momenti di concentrazione di lavoro che non pesino troppo sui datori in termini di tassazione e non vadano ad influire sulle dichiarazioni dei redditi dei collaboratori, scoraggiandoli dall’intraprendere un secondo lavoro.

Secondo l’indagine del Centro studi di CNA, il 55,1% delle imprese nei prossimi mesi vorrebbe realizzare assunzioni non destinate a fare fronte a un aumento meramente transitorio della domanda. Di queste il 52,7% ipotizza una assunzione e il restante due o più.

Quasi due nuovi lavoratori su tre, infatti, sarebbero reclutati mediante contratti stabili: il 29,4% con il tempo indeterminato, il 20,2% con l’apprendistato. Il 27,7% delle imprese punta sul tempo determinato. Di recente è stato attivato uno strumento in più per l’azienda: l’esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 36 a tempo indeterminato secondo la Legge di Bilancio 2021.