Imprese | 19 ottobre 2021

Speciale Vinitaly. Celestino Gaspari: «Ero un po' pessimista, mi sono ricreduto»

Il titolare della Cantina Zymè palude al coraggio di Veronafiere per aver scelto un format innovativo per far ripartire il settore e si ritiene soddisfatto per la qualità degli interlocutori con cui è entrato in contatto durante la fiera.

Speciale Vinitaly. Celestino Gaspari: «Ero un po' pessimista, mi sono ricreduto»

Signor Gasparri cosa ne pensa di questo format nuovo, di questa edizione speciale di Vinitaly?

Ero molto molto titubante, perché la pandemia crea ancora molta incertezza. E però ho accettato di esserci anche per un concetto di solidarietà: io penso che bisogna - in questi momenti in modo particolare – darsi una mano, indipendentemente che loro (Veronefiere) possano essere l'autorità e che noi siamo i clienti. 

Ero anche abbastanza pessimista sul fatto che ci fosse partecipazione, perché alla lettera che avevo mandato a tutti i miei importatori stranieri avevo ricevuto risposte di non presenza. 

E però sta di fatto che oggi è il secondo giorno e noi come azienda non abbiamo avuto neanche il tempo di bere un caffè. Siamo di fronte solo a operatori, non è aperto al pubblico per cui enoteche, distributori...Poi penso che il Vinitaly debba mantenere comunque il suo format che conosciamo: è una cosa bella, è una settimana di festa e di valore non solo per la fiera ma per per tutto il Veneto e non solo. Questo evento, quindi, deve andare avanti. Certo è da apprezzare anche il coraggio di Veronafiere di dire ci mettiamo in gioco, anche con il rischio di fare un flop. E invece, tutto sommato, penso che tutti possano ritenersi soddisfatti anche loro.

Matteo Scolari