Imprese | 14 ottobre 2021

Pietro Grobberio: «C’è voglia di casa, in futuro cresceremo ancora»

Il presidente e fondatore di Primacasa conferma dal suo osservatorio fatto di oltre 60 agenzie distribuite in tutto il nord Italia il buon momento per il settore immobiliare. Con l’occasione parla anche dello sviluppo futuro della rete in franchising che ha creato a Verona 31 anni fa.

Pietro Grobberio: «C’è voglia di casa, in futuro cresceremo ancora»

È il 1990 quando il giovane agente immobiliare Pietro Grobberio, veronese, decide di mettere a frutto la sua esperienza nel settore maturata già da qualche anno, dal 1978, e di aprire la sua prima agenzia a San Michele Extra dandole il nome di Primacasa.

Da allora sono passati 31 anni e di strada il signor Grobberio ne ha fatta molta. Oggi è presidente proprio Primacasa Franchising Immobiliare, un gruppo che conta oltre sessanta agenzie distribuite in gran parte del nord Italia, con il cuore pulsante nella nostra città.

È lo stesso Grobberio, intervenuto ai microfoni di Verona Economia, a descriverci il buon momento per le compravendite, anticipandoci anche alcune scelte per il futuro.

Presidente Grobberio, innanzitutto congratulazioni per la realtà imprenditoriale che ha creato più di trent’anni fa e che oggi è un punto di riferimento per chi desidera acquistare la propria abitazione.

È stata un'impresa abbastanza difficile, tuttavia, grazie all'esperienza che avevo maturato negli anni precedenti, siamo riusciti oggi a mettere in piedi questa azienda che ci dà grande soddisfazione. Poi, quello immobiliare, è un mercato che conosciamo perfettamente, in particolar modo quello di Verona.

Ricordiamo che Primacasa ha la sede principale a Ca’ di David, lei però è partito da San Michele Extra.

San Michele è stato il primo punto vendita e tuttora esiste.

E poi si è ampliata la rete capillare che noi tutti conosciamo, presente oggi in tutta la provincia di Verona, ma andiamo fino dalla Lombardia all'Emilia Romagna.

Sì, e probabilmente nel prossimo futuro sarà ancora più capillare perché abbiamo progetti di sviluppo importanti.

E immaginiamo anche grazie a un trend che sta andando molto bene. Sappiamo che nell’immobiliare c’è una ripresa e c’è un bel un fermento, conferma anche lei?

C'è una voglia di casa importante, specialmente in un mercato come questo dove abbiamo moltissime richieste per case con giardino, case con terrazzi, perché probabilmente la pandemia ha costretto molte famiglie, che prima vivevano in 80 metri quadri, in quattro persone, a cercare un prodotto più consono alle nuove esigenze.

Agevola anche il tasso ai minimi storici sui mutui.

Proprio come dice il marchio Primacasa, noi ci orientiamo su un mercato che si indirizza proprio verso la prima casa. Pertanto abbiamo il 90% di richieste di acquisto col mutuo. Oggi siamo favoriti proprio perché i mutui sono a tassi molto bassi, abbiamo lo Stato che offre garanzie per le giovani coppie e pertanto la ricerca è notevole. La richiesta è forte.

Come si sta muovendo il mercato immobiliare veronese?

Come dicevo, siamo orientati sulla prima casa, il 60% sono prodotti che vanno venduti entro i 150/160 mila euro come target. Poi c’è un 20% che cerca la villettina, altri che cercano un rustico da ristrutturare. Pochi quelli che cercano appartamenti di superlusso.

C'era stato un momento in cui il settore immobiliare era andato un in crisi, nel 2008. Ora si è ripreso e sta offrendo, tra l’altro, opportunità di lavoro a molte persone.

Noi consideriamo oggi tre o quattro persone per agenzia, moltiplicato per tutte le agenzie, si fa presto a fare il conto. Il mercato era andato in crisi per i noti eventi americani, con il fallimento della Lehman Brothers, che ha di riflesso ha colpito anche tutto il mercato italiano. Abbiamo passato anni difficili dove magari i mutui non si potevano prendere, le vendite erano rarefatte perché si pagava solo per contanti.

Oggi è cambiato tutto, a partire dall’atteggiamento dello Stato che, come dicevamo prima, agevola i giovani affinché possano comprarsi un appartamento, cosa che fino a qualche anno fa era inesistente.

Partire praticamente da zero e creare una realtà come la vostra vuol dire dare tutto se stesso. Se dovesse sottolineare qualche soddisfazione particolare che ha avuto in questi 31 anni di attività?

Le più grosse soddisfazioni le ho avute dai miei collaboratori che io ho preso giovani, 21, 22, 23 anni e che oggi ne hanno 45 o 50: hanno le loro famiglie, si sono comprati le case, hanno i loro redditi, hanno i loro figli e si sono costruiti effettivamente un lavoro che dà soddisfazione e ti porta al contatto della gente. Un lavoro vario, che non è mai uguale, mai ripetitivo, non c'è il cartellino da timbrare non c'è l'abitudine al rientro al lavoro, ci si organizza. C’è, quello sì, un senso di responsabilizzazione personale.

Anche un'etica.

Fuori da ogni dubbio. Noi abbiamo agenzie locali, agenzie di quartiere. Se non c'è etica, nell'arco di due mesi cambi lavoro e l’agenzia chiude.

Guardando al futuro, dicevamo che ci saranno delle novità. Come immagina Primacasa dei prossimi dieci anni.

I prossimi dieci anni, con il coinvolgimento degli operatori di rete, che erano i miei collaboratori, e a cui affiderò la gestione del franchising, prevedo un forte sviluppo. Sto parlando di un team di giovani, non più come me, che guardano al futuro e pertanto vedo già all’orizzonte un grosso lavoro che riusciremo a fare.

Se qualche giovane volesse entrare in questo mondo, quali caratteristiche dovrebbe avere?

Essere almeno diplomato, perché per avere il patentino di agente immobiliare devi avere un titolo di studio. In secondo luogo, aver voglia di emergere, voglia di crearsi una posizione diversa da quello che può essere il lavoro subordinato. Può anche inserirsi nel nostro Gruppo: noi abbiamo già 150 giovani che lavorano nei vari uffici. Nella sede di Cà di David abbiamo la scuola di formazione e facciamo tutti i corsi di preparazione per preparare futuri agenti immobiliari.

E poi premiate anche gli agenti più meritevoli, sappiamo che c'è una certa tradizione a tal proposito.

Sicuramente.

Matteo Scolari