Lavoro | 13 ottobre 2021

Compensi ai sanitari, l’Ulss abbassa gli importi. CGIL: «Inammissibile»

Secondo l'ultima delibera regionale, le prestazioni degli infermieri operativi nel periodo pandemico saranno retribuite con l'importo fissato a livello aziendale (32 euro) e non secondo l'importo già previsto dalla normativa (50 euro).

Compensi ai sanitari, l’Ulss abbassa gli importi. CGIL: «Inammissibile»

Si è tenuto ieri, l’incontro con la direzione aziendale dell’azienda ospedaliera di Verona e nei prossimi giorni anche con ULSS 9 Scaligera, come richiesto da FP CGIL di Verona, per discutere quanto stabilisce la delibera regionale DGR n. 1293 del 21 Settembre 2021 in merito alla determinazione del valore economico delle prestazioni aggiuntive per il recupero delle prestazioni sanitarie, rimaste incompiute durante il picco epidemico per il personale sanitario.  

Tale DRG prevede, in sintesi, che le prestazioni degli infermieri siano retribuite con l’importo fissato a livello aziendale (32 euro) e non secondo l’importo già previsto dalla normativa per il recupero delle liste di attesa (50 euro). Il Veneto, dunque, unica regione in Italia, avrebbe previsto il pagamento dei 50 euro solo dopo il superamento dei volumi di attività 2019. Fino a quella soglia «si pagherebbe ridotto».  

Il commento di FP CGIL Verona

«Una simile interpretazione è di fatto inaccettabile e significa una presa in giro dei lavoratori, visto e considerato che sarà già un miracolo se saranno raggiunti gli obbiettivi. Carenza di personale, carichi di lavoro, sospensioni dal servizio dei sanitari perché non vaccinati, rendono di fatto improbabile il raggiungimento degli obbiettivi. Si tratta di un’astuzia della Regione Veneto per risparmiare, che come Sindacato non siamo disponibili ad accettare».  

«Come Fp Cgil Verona riteniamo inammissibile che alle lavoratrici e lavoratori di AOUI Verona e Ulss 9 possano essere riconosciuti compensi economici diversi a seconda di parametri teorici fissati dalla Regione». 

«Abbiamo chiesto alla Direzione aziendale AOUI Verona di adempiere a quanto già previsto dalla legge e per altre tipologie di prestazioni aggiuntive (50 euro/ora per gli Infermieri e 80 euro/ora per i medici per le vaccinazioni) oppure aprire un confronto per rideterminare a livello aziendale la quota oraria di tale attività». 

«L’azienda non si è dimostrata favorevole alle nostre proposte, quindi ci siamo riservati di intraprendere tutte le azioni sindacali necessarie per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori, compresa l’eventuale indizione dello stato di agitazione. La Regione invece, ha convocato oggi le Organizzazioni Sindacali dopo aver adottato la Delibera. A questo punto non resta che chiederne la sospensione».

«Abbiamo inoltre manifestato le nostre preoccupazioni in merito all’applicazione del DL 127 del 21 settembre 2021, che stabilisce le misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato, mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid-19 , in vigore da venerdì 15 ottobre». 

«Visto quanto prevede la legge sulla privacy, l’azienda non ha i dati di quanti siano i lavoratori che a partire da venerdì prossimo, dovranno ogni 48 ore sottoporsi al tampone e rimangono irrisolte ad esempio criticità legate ai tempi di validazione dei test per il rilascio del green pass, che potrebbero creare ovviamente problemi organizzativi». 

«Inoltre ci è stato comunicato che la Direzione del Pubblico Impiego non ha ancora comunicato alle aziende le linee guida che serviranno in questa fase, per fare chiarezza a livello applicativo. Secondo FP Cgil si è in estremo ritardo».