Associazioni - 11 ottobre 2021, 12:44

Giovani Confagricoltura Veneto: Con Martina Dal Grande si progetta la sostenibilità

La sostenibilità è l'obiettivo degli under 40 di Confagricoltura. Proposte concrete dalla Dal Grande (presidente Treviso) al Consiglio europeo dei giovani agricoltori. Carbon farming, tecniche di semina e tutela delle risorse i temi chiave della strategia

Giovani Confagricoltura Veneto: Con Martina Dal Grande si progetta la sostenibilità

Meno emissioni di CO2 e miglioramento della fertilità dei suoli, biodiversità e produttività: è la strada individuata dai Giovani di Confagricoltura Veneto, che puntano al miglioramento delle tecniche agronomiche. L’obiettivo è la sostenibilità.

È la strada messa a fuoco da Martina Martina Dal Grande, componente del direttivo dei Giovani di Confagricoltura Veneto, presidente dei giovani di Confagricoltura Treviso e delegato del Ceja, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori a Bruxelles. si è fatta promotrice di un gruppo di approfondimento e ricerca che vede coinvolti agricoltori under 40 di ogni provincia regionale nello sviluppare il tema dei crediti di carbonio con l’ausilio di ricercatori, imprenditori ed economisti.

Tra le nuove soluzioni proposte c’è il carbon farming, insieme di metodi agricoli utili per facilitare l’assorbimento del carbonio nel suolo, nelle radici, nel legno e nelle foglie delle colture e per ridurre, al tempo stesso, la presenza della sostanza nell’atmosfera.

 

Martina Dal Grande, componente del direttivo dei Giovani di Confagricoltura Veneto, presidente dei giovani di Confagricoltura Treviso e delegato del Ceja, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori a Bruxelles, si è fatta promotrice di un gruppo di approfondimento e ricerca che vede coinvolti agricoltori under 40 di ogni provincia regionale nello sviluppare il tema dei crediti di carbonio con l’ausilio di ricercatori, imprenditori ed economisti.

«Gli ambiziosi obiettivi di riduzione e neutralità delle emissioni di carbonio, per tutti i settori produttivi, stanno interessando progressivamente i Paesi dell’Ue – spiega Del Grande -.  I giovani di Confagricoltura vogliono essere pronti a cogliere le opportunità che si prospettano per l’agricoltura europea e la necessità di ridurre la CO2 è una sfida che noi produttori dobbiamo vedere come opportunità fondamentale per ricoprire un ruolo chiave nella tutela dell’ambiente. Ci sono vari modi di essere virtuosi nella gestione del carbonio: dall’agricoltura rigenerativa, che si avvale della semina diretta, alle cosiddette colture di copertura, che impiegano essenze specifiche atte ad agevolare l’imprigionamento del carbonio nel suolo, dalla semina su sodo all’interramento dei reflui zootecnici. L’assorbimento del carbonio, in buona sostanza, diventa strategia d’impresa, grazie al suolo agricolo ».

 

Asset del gruppo degli under 40 di Confagricoltura è la collaborazione con Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza, che ha  messo a disposizione la sua grande preparazione nel campo essendo tra l’altro socio fondatore e amministratore della società HiWeiss, che conta circa 100 ettari di terreno coltivati in agricoltura conservativa a seminativi a Vicenza, Schiavon e Camponogara. L’imprenditrice agricola da parecchi anni ha sposato tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale grazie anche al sostegno del fondo europeo Feasr e al Programma di sviluppo rurale (Psr).

 

«Nelle mie aziende ho introdotto l’agricoltura conservativa, cioè semina diretta, rotazione colturale e coltura di superficie che consentono di sequestrare il carbonio – precisa Anna Trettenero -, elemento negativo nell’aria, e a trattenerlo nel terreno, dove diventa una risorsa organica. La mia evoluzione ha portato beneficio alle aziende e anche all’ambiente. L’agricoltura deve evolversi e cambiare, perché non produciamo solo cibo, ma anche servizi ecosistemici, come la riduzione del carbonio e il buon mantenimento del territorio, come avviene con l’alpeggio in montagna. La biodiversità passa attraverso scelte orientate alla tradizione ma anche fortemente innovative, in quanto favoriscono l’arricchimento dei nutrienti e il ripristino dei terreni danneggiati, offrendo un sostanziale apporto alla mitigazione dei cambiamenti climatici».

 

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