Imprese | 11 ottobre 2021

Vino. Tenuta Sant’Antonio punta sull’innovazione e cresce del 22%

L’azienda veronese investe 3 milioni di Euro per il triennio 2021/2023, €1,5 milioni nel 2021. Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità le tre direttrici per la ripartenza.

Vino. Tenuta Sant’Antonio punta sull’innovazione e cresce del 22%

La ricetta per ripartire dopo la pandemia? Coraggio, innovazione e sostenibilità. Questa la lezione di Tenuta Sant’Antonio, realtà vitivinicola d’eccellenza del veronese che ha dimostrato come anche i momenti più complessi si possano trasformare in cruciali evoluzioni destinate a durare a lungo.

 

I risultati

Grazie a un ambizioso piano di crescita ed evoluzione, Tenuta Sant’Antonio ha infatti registrato, nel primo semestre del 2021, un aumento delle vendite del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 e dell’11% rispetto al 2019. Un’espansione che si è riscontrata per tutti i brand e che è stata trainata dalla linea SCAIA, vino moderno e iconico, unico nel suo genere grazie ad un posizionamento di qualità premium accessibile a tutti: nella sua versione Rosato ha visto raddoppiare le vendite rispetto al 2020.

Gli investimenti

Questi importanti risultati sono stati possibili grazie alla strategia di sviluppo adottata: Tenuta Sant’Antonio ha infatti definito gli investimenti più alti di sempre, oltre 1,5 milioni di Euro nel 2021, arrivando a preventivare circa 3 milioni di Euro nel triennio 2021/2023.

 

Gli interventi hanno riguardato tutti i settori, nella direzione di efficientare e rendere ancora più sostenibili le operazioni. Sono stati realizzati importanti ampliamenti del magazzino logistico, del magazzino di stoccaggio e degli uffici, in cantina sono state introdotte innovative tecnologie verso l’automazione mentre i vigneti sono stati adattati per accogliere le più avanzate tecniche di agricoltura sostenibile. Inoltre, il team si è arricchito puntando sui giovani del territorio e arrivando così a 50 dipendenti.

I tre pilastri per la crescita

La ricetta seguita per avviare il rilancio ha visto tre ingredienti principali: innovazione, digitale e sostenibilità.

  • Innanzitutto, l’innovazione, fattore di competitività imprescindibile per anticipare i trend del mercato. Tra le più recenti innovazioni introdotte dalla Tenuta troviamo tecnologie avveniristiche di Industria 4.0 come un locale per l’appassimento altamente evoluto con sistemi di automazione e controllo informatico integrato;
  • Inoltre, la strategia di sviluppo ha guardato al digitale per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dall’omnicanalità, arrivando a presidiare tutti i canali di contatto con i clienti e integrando offline e online, come nel caso di un’innovativa piattaforma per il B2B a supporto della funzione vendite;
  • Il terzo, fondamentale elemento è la sostenibilità: Tenuta Sant’Antonio negli ultimi anni ha investito oltre il 10% del fatturato per adottare pratiche meno impattanti e produrre vini sempre più green, arrivando alla creazione di Télos, la linea di vini in conversione biologica (2023), senza solfiti aggiunti e anche vegana, un vero e proprio manifesto per il futuro capace di regalare benessere.

I mercati della ripartenza

Dal punto di vista dei mercati, dopo una fase estremamente fluida, negli ultimi mesi la spinta dei mercati esteri si sta facendo sempre più stabile e decisa, la fiducia è tornata e il vino italiano si conferma fortemente richiesto in tutto il mondo. Se da una parte la conferma sono gli Stati Uniti, in Europa Germania Olanda corrono veloci, così come i Paesi dell’Est del Continente. Infine, il mercato interno italiano si conferma fondamentale e negli ultimi mesi sta rispondendo al meglio.

«Siamo orgogliosi di poter annunciare questi positivi risultati, frutto di un profondo percorso di evoluzione che ci piace definire sostenibile: da appassionati produttori abbiamo scavato pozzi, portato elettricità, costruito strade, sempre con l’imperativo di crescere garantendo in ogni bottiglia la massima qualità” - afferma Armando Castagnedi, titolare insieme ai fratelli di Tenuta Sant’Antonio. “Negli ultimi 5 anni abbiamo accompagnato l’aumento dei vigneti del 40% con due nuove strutture per la logistica e l’affinamento, il personale è cresciuto del 10% e i processi sono stati automatizzati. Le complessità affrontate nell’ultimo anno hanno rafforzato la nostra convinzione che, per poter operare al meglio, occorra fare delle scelte, difficili ma necessarie: è il momento di prendere il futuro nelle nostre mani, perché ogni investimento realizzato oggi sarà ciò che ci permetterà, domani, di poter continuare a portare alti i nostri valori nel mondo».