Enti | 05 ottobre 2021

Veronafiere replica a Venturi: «Non è una truffa, con Marmomac tuteliamo il settore»

Scatta la replica di Veronafiere in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Matteo Venturi, presidente Confindustria Livorno Massa Carrara, in chiusura a Marmomac 2021

Veronafiere replica a Venturi: «Non è una truffa, con Marmomac tuteliamo il settore»

Arriva la replica di Veronafiere alle recenti dichiarazioni rilasciate il 2 ottobre scorso da Matteo Venturi, presidente della delegazione di Massa Carrara di Confindustria Livorno Massa Carrara.

«In fiera presenza di altri materiali che non sono marmo e che rischiano di aumentare confusione nel consumatore. I nostri associati agiranno per vie legali per tutelare i propri interessi. Comune e Regione intervengano», queste le affermazioni oggetto di controversia alla chiusura di Marmomac 2021.

Veronafiere incassa il colpo ma non ci sta: nel giro di una manciata di giorni ecco la replica e la chiara risposta in difesa del settore delle pietre naturali riunitosi nel complesso fieristico veronese:

 

«In un momento così delicato per la ripresa del settore marmo-lapideo e a fronte di una 55ª edizione di Marmomac molto positiva per aziende e operatori, con buyer esteri arrivati da 120 nazioni -si legge nella nota-, spiace constatare che si parli di “fiera dei falsi”, “scelte discutibili degli organizzatori” e “truffe”. La realtà dei fatti è che la manifestazione già da anni ha preso un chiaro e preciso impegno per la promozione e la difesa del prodotto lapideo naturale».

«Spiace altresì rilevare che sia stata preferita la strada della visibilità mediatica per denunciare presunte irregolarità nelle categorie merceologiche esposte in fiera – pare – da un’unica azienda straniera sulle 756 presenti in totale».

In merito alla presunta violazione sulla presenza di materiale non lapideo all’interno dei padiglioni lamentata da Venturi, Veronafiere risponde che «Sarebbe bastato rivolgersi all’ufficio commerciale di Marmomac che, in caso di violazione accertata, avrebbe preso provvedimenti immediati, oscurando o rimuovendo il prodotto incriminato, oppure decretando la chiusura dello stand espositivo: una procedura già applicata in precedenti e analoghe situazioni.

Le aziende espositrici di Marmomac, infatti, firmando il contratto di partecipazione al salone si impegnano a rispettarne il regolamento merceologico. Questo è stato rivisto in modo più stringente nel 2018, introducendo l’esplicito divieto di esporre prodotti ceramici. Si tratta di una scelta coerente verso il settore e i propri espositori che ha portato negli anni all’esclusione da Marmomac anche di alcune aziende leader».

«A ulteriore tutela del mercato -si legge sempre nella nota-, Veronafiere ha attivato per le sue fiere anche uno sportello anticontraffazione che si occupa della proprietà industriale, intellettuale e della concorrenza: nel corso di Marmomac 2021 non è stata depositata alcuna segnalazione.

Marmomac, da sempre osservatorio privilegiato sull’evoluzione del comparto marmo-lapideo, è consapevole che negli anni siano comparsi sul mercato globale prodotti sintetici o ceramici che, in alcuni casi, imitano la pietra naturale».

«Proprio per questo, Marmomac ha scelto di aderire e sostenere insieme ad altre 49 realtà, tra aziende, associazioni e istituzioni, la Rete PNA-Pietra Naturale Autentica, promossa da Confindustria Marmomacchine con l’intento di comunicare il valore del marmo autentico, rispetto ad altri prodotti che ne sfruttano forme, colori e denominazioni e possono risultare ingannevoli nei confronti del consumatore.

Veronafiere è fermamente convita che per difendere le eccellenze della pietra naturale made in Italy sia questa la strada da seguire: piattaforme come Rete PNA e Marmomac in grado di fare sintesi e parlare con voce unitaria a nome di tutti i distretti, di tutte le aziende e di tutte le inimitabili varietà di marmo del Paese».