Risparmio | 28 settembre 2021

Minali, Revo Spac: «Investiamo nella blockchain e nei giovani veronesi»

L’amministratore delegato di Revo Spac è intervenuto ai nostri microfoni per raccontare di Elba Assicurazioni, la società acquisita lo scorso luglio, e della voglia di investire nella tecnologia e di valorizzare Verona nel settore delle tecnologie.

Minali, Revo Spac: «Investiamo nella blockchain e nei giovani veronesi»

Alberto Minali, amministratore delegato di Revo Spac, è intervenuto in occasione dell’ultima puntata di Verona Economia per illustrare gli sviluppi in merito alla società Elba Assicurazioni, acquisita lo scorso luglio, e in merito ai progetti futuri di Revo Spac.

Minali, ci eravamo lasciati l’ultima volta con la vostra Spac che aveva messo nel mirino una decina di potenziali target. Oggi sappiamo che la scelta è ricaduta su Elba Assicurazioni acquisita lo scorso luglio. Quali sono i fattori che vi hanno convinto a scegliere la compagnia milanese?

Elba è una società veramente ben gestita, con circa 70 persone, 70 milioni di euro di premi, un utile stabile da anni sui 12-13 milioni, molto attiva nel settore delle cauzioni e fideiussioni. Pensiamo che con l’arrivo del PNRR tutto il mondo delle cauzioni, lavori pubblici e appalti possa ritrovare una rinnovata spinta: per questo ci siamo voluti posizionare in questo settore.

Uno devi vostri principali obiettivi, come detto, è creare una società assicurativa di riferimento per le polizze speciali (quello delle cauzioni in primis) e diventare un forte operatore insurtech nell’ambito dei rischi parametrici al servizio delle Pmi. Pensa sia il momento buono per spingere in questa direzione? E perché?

Sì, è il momento buono. Le PMI italiane hanno una strutturale sottoassicurazione. Se confrontiamo i dati italiani con il mercato europeo vediamo che le nostre compagnie assicurative fanno più fatica a penetrare il business delle PMI; e dall’altro lato le piccole e medie imprese italiane hanno bisogno di copertura assicurativa. Noi ci candidiamo a essere un operatore di nicchia a servizio di queste PMI che hanno bisogno di servizi assicurativi flessibili e variegati.

È vero che avete investito anche in una società di proprietà della famiglia Moratti?

Sì, la famiglia Moratti ha fatto della blockchain uno degli elementi di innovazione del proprio business plan. Mangrovia, di cui noi acquisiremo il 10% appena avremo il via libera con Elba, è una società specializzata nella blockchain specializzata nell’energia, nel mondo dell’arte e ora nel mondo assicurativo. È un campo di frontiera molto interessante, vedo molta passione nel mio team.

Si parla di PNRR, le aziende vanno accompagnate in questo percorso, e assicurate.

Le aziende vanno assicurate, sì. Ci siamo resi conto che il mondo delle banche è come il sistema cardiocircolatorio dell’economia; il mondo assicurativo è il sistema immunitario. Vedere l’assicurazione come un grande protettore dell’industria e dell’impresa è una visione alta.

Verona rimane comunque al centro del vostro progetto, giusto?

Verona rimane al centro del progetto. Alcuni dei nostri promotori più importanti sono veronesi; crediamo molto nelle potenzialità di questa città. Abbiamo inoltre un accordo con l’Università di Verona e la facoltà di Informatica e Matematica applicata: i giovani che escono da questa facoltà possono trovare da noi un impiego e per questo una delle due teste del gruppo sarà a Verona. In questo senso abbiamo anche ricevuto un forte incoraggiamento dalla Fondazione Cariverona.

Domani giornata decisiva per Cattolica, potrebbe arrivare l’Opa a 6,75 euro per azione. Molti veronesi parlano di prezzo molto basso. Un suo commento?

Io sono ancora azionista di Cattolica, quindi spero che Generali rilanci e aumenti il prezzo. Tenendo presente il valore di Cattolica sul mercato e il suo posizionamento credo che 6,75 sia troppo basso; lo dico da azionista e non solo da ex manager.

Un’ultima domanda: a quando l’operatività di Elba assicurazioni?

Noi abbiamo assunto tutta la prima linea manageriale e le seconde linee all’interno delle più importanti funzioni di business sono già state reclutate e sono pronte a essere assunte in Elba. Manca il passaggio autorizzativo e a quel punto potremo portare i nostri manager in Elba, miscelarli con le buone forze già presenti in Elba e poi proporci sul mercato.

Matteo Scolari