Risparmio | 23 settembre 2021

Banca Centrale Europea: «Inflazione non superi il 2%»

Riduzione degli acquisti di Bot. I tassi al minimo continueranno, almeno sino al 2024. L'obiettivo è la salvaguardia della stabilità dei prezzi

Banca Centrale Europea: «Inflazione non superi il 2%»

Se non ci fosse stata la politica monetaria europea di Mario Draghi, ormai, da tempo, non si sarebbero salvati né l’euro, né l’Italia, caratterizzata e tormentata da un debito pubblico preoccupante – oggi a 2725 mld – e, impietosamente, di massimo danno all’economia.

Danno, tuttavia, arginato, dagli acquisti di Bot – quantitative easing – appunto, da parte della BCE, in azione, dal 2014, da tassi, di conseguenza, al minimo, e, quindi, da più facile liquidità. La BCE, comunque, non toccherà i tassi, sino a pandemia eliminata, permettendo, ed è suo compito, un’inflazione massima del 2%, in tutta l’area dell’Unione, a salvaguardia della stabilità dei prezzi – non dimentichiamo che tutte le monete, anche le più forti, hanno perso e perdono di valore, nel tempo.

Sarà verso il 2024, che ci si occuperà di tassi, mentre, semmai, potrebbe venire ridotto l’importo dei Bot, in fatto di acquisti degli stessi, da parte della BCE, sebbene, a Bruxelles, si sia pronti a riprendere gli acquisti, ove se ne presenti l’esigenza, per creare liquidità, ossia, disponibilità monetaria a tassi favorevoli alla promozione degli investimenti.

Chiaro, tuttavia, che qualsiasi impegno monetario, non risolverà i sempre più difficili problemi italiani – augurandoci che la pandemia, con le sue pesanti conseguenze, non incida ulteriormente – se non si darà completa realizzazione a quelle riforme, richieste dall’Unione Europea e di cui il Paese ha estremo bisogno, per conferire innovativo slancio ad un’economia, avvolta in troppe regole, in soffocante fiscalità e in infinta burocrazia. Questo, anche perché, le citate riforme potrebbero conferire una certa continuità alla ripresa, attualmente in corso, che fa prevedere un Pil di oltre il 5%.

Dovremmo fare in modo che tale crescita, dovuta al post virus, non resti provvisoria, ma sia l’inizio, sia pure a piccoli passi e modesto, di un futuro, vero e costante consolidamento economico. Che potremo attuare, solamente, realizzando le 51 riforme che l’Union e Europea ci richiede, da anni, e che sono essenziali, non solo per il bene dell’Italia, ma, ovviamente, anche di tutta l’Unione.

Pierantonio Braggio