Associazioni | 23 settembre 2021

Ristoratori e Ho.Re.Ca: «Chiediamo tamponi gratuiti per lavoratori senza green-pass»

L'associazione Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca chiede il sostegno del Governo. Diverse le rivendicazioni della portavoce Alessia Brescia, tra queste: tamponi gratis, riconoscimento della malattia da Covid per partite Iva e maggiori tutele per gli studenti dell'alberghiero

Ristoratori e Ho.Re.Ca: «Chiediamo tamponi gratuiti per lavoratori senza green-pass»

L'associazione Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca chiede il sostegno del Governo dopo l'obbligo di green pass: «Tamponi gratis, voucher, flessibilità, riconoscimento della malattia da Covid per partite Iva/soci lavoratori e un canale diretto con chi studia all’alberghiero». Queste le rivendicazioni rese note da Alessia Brescia, portavoce dell’associazione nata a Verona con oltre 2mila imprenditori rappresentati in tutta la regione.

«Abbiamo sempre ritenuto l’obbligo del green-pass una misura inefficace, economicida e discriminatoria, anche prima della sua estensione ai lavoratori. Ma a questo punto il Governo deve aiutare il nostro settore ad affrontare i riflessi di questa misura -sottolinea la portavoce Alessia Brescia-. A oggi un 15-20% di dipendenti non dispone del green pass, sostituire i lavoratori è sempre più complicato e l’inverno porterà a nuove perdite di fatturato poiché anche tra i clienti in possesso del certificato verde c’è chi preferisce evitare le consumazioni al chiuso».

L'obiettivo dell’associazione Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca. è quello di traghettare il settore della ristorazione verso la ripresa a causa di un economia a singhiozzo e di un comparto fiaccato dalle chiusure e dalle restrizioni 

Secondo l’associazione, le soluzioni per aiutare il comparto di fronte all’obbligo del green-pass per i lavoratori sono almeno cinque. Intanto, «tamponi gratuiti nelle farmacie per i lavoratori privi di green-pass» e «riconoscimento della malattia da Covid per partite Iva e soci lavoratori». Quindi l’introduzione, sotto forma di misura temporanea, dei voucher, in quanto «strumento che consente le assunzioni in modo regolare ma flessibile».

In terzo luogo, Ristoratori Veneto chiede «una riforma completa del contratto nazionale del lavoro: per un imprenditore, oggi, sostituire chi per un motivo o per l’altro rimane a casa, anche attraverso nuove assunzioni, comporta tempi e burocrazie lunghissime».

Infine, l’associazione propone una riforma degli istituti alberghieri che preveda «programmi come il tirocinio obbligatorio nei ristoranti per tre o quattro mesi, sulla scia della precedente riforma degli istituti tecnici: una scelta che andrebbe incontro sia agli studenti sia a chi gestisce le attività in quanto anticiperebbe e agevolerebbe il momento fondamentale della formazione».