Imprese | 22 settembre 2021

Settore lapideo. Antolini: «Le aziende veronesi stanno performando bene»

Il presidente della Sezione Marmo di Confidustria Verona, nonché vicepresidente nazionale di Confindustria Marmomacchine, Francesco Antolini, è intervenuto ieri su Tele Radio Adige TV a pochi giorni dall'inizio di Mamomac. «I sentori della ripresa sono molto buoni».

Settore lapideo. Antolini: «Le aziende veronesi stanno performando bene»

Manca davvero poco alla 55esima edizione di Marmomac, l’evento clou del settore lapideo, su scala mondiale, che torna quest’anno dopo l’assenza del 2020 causa Covid, a ripopolare i padiglioni di Verona Fiere. Nove quelli destinati agli spazi espositivi, quattro le aree esterne, 39 i paesi rappresentati e oltre 750 espositori presenti. Tra questi anche le aziende scaligere del lapideo riunite sotto il marchio di Verona Stone District.

Ad intervenire ai microfoni di Tele Radio Adige TV, nella trasmissione Verona Economia, ieri è stato Francesco Antolini, amministratore assieme ai fratelli dell’azienda omonima della Valpolicella fondata nel 1956 dal padre Luigi e attuale presidente della Sezione Marmo di Confindustria Verona. Francesco Antolini è anche vicepresidente nazionale di Confindustria Marmomacchine.

Presidente Antolini, il 29 settembre ritorna Marmomac dopo un anno di assenza. Quanto vi è mancata questa grande manifestazione internazionale?

Purtroppo abbiamo dovuto cancellare l’edizione del 2020 ed è stata una perdita per tutto il settore marmifero veronese, ma direi anche italiano, oltre che globale. Ricordiamo, infatti, che Marmomac è la principale manifestazione a livello internazionale del nostro settore e non ha competitors nel mondo. La pandemia, il lockdown, e le difficoltà che hanno introdotto, hanno contribuito nel 2020 a generare un forte calo delle vendite, soprattutto delle esportazioni. Ricordiamo che il settore marmifero è storicamente vocato all’esportazione, con punte che in molte aziende raggiungono e superano l’ottanta per cento del fatturato.

Come vi state preparando per l’evento?

L’evento, viste le restrizioni alla mobilità Internazionale, sarà probabilmente un po’ sottotono rispetto a quanto eravamo soliti vedere negli anni precedenti, ma tengo a sottolineare e a rendere noto che gli imprenditori veronesi che si sono riuniti sotto l’egida di Verona Stone District hanno comunque deciso di comune accordo di parteciparvi in massa, anche con uno sforzo economico, per sostenere l’ente fieristico e non rischiare di far morire una manifestazione di tale portata.

Come ci arriva il settore? Qual è lo stato di salute delle imprese veronesi e italiane?

Il settore lapideo, a livello nazionale, sta performando bene, ma direi che quello veronese addirittura performa ancora meglio, e dopo le gravi perdite di fatturato dello scorso anno, le nostre imprese stanno decisamente migliorando e nutrono di buona speranza per il futuro. Siamo sicuramente propositivi, abbiamo stretto la cinghia, abbiamo tenuto duro, e adesso stiamo cominciamo a vedere una ripartenza sostenuta.

La semestrale della Camera di Commercio dà in forte ripresa i dati di fatturato dell’export. I clienti esteri, dopo aver sondato altri mercati mentre le aziende italiane erano chiuse durante il lockdown, sembrano tornare. Segno di riconoscenza verso una qualità difficile da trovare se non in Italia?

Sicuramente il risultato eccezionale certificato della Camera di Commercio di Verona, con un aumento dell’export superiore al 14% nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019, è un chiaro indice che le aziende godono di uno stato buono di salute e che i clienti internazionali apprezzano il nostro servizio, al di là del mero prezzo. Li abbiamo visti tornare, e questo ci rende orgogliosi del nostro lavoro e ci stimola a un continuo miglioramento dei nostri prodotti e delle tecnologie ad esso associate.

Lei è presidente della Sezione Marmo di Confindustria Verona e vicepresidente di Confindustria Marmomacchine. Dove bisogna insistere, a livello politico, organizzativo e commerciale, per il bene delle nostre aziende?

Abbiamo veramente la necessità di interventi, non solo politico governativo, ma su vari fronti: in primo luogo l’aumento del costo energia e del gas che incide molto sui costi produttivi del lapideo e che dovrebbe essere assolutamente contenuto per permetterci di continuare a competere sul mercato globale, quest’ultimo sempre più duro e competitivo. Altro punto, avremmo bisogno di una semplificazione e di una velocizzazione dell’iter burocratico che spesso rallenta lo sviluppo delle nostre aziende. Inoltre, in questo momento, oltre a un noto aumento speculativo delle materie prime, riscontriamo un grave problema nel aumento dei trasporti internazionale dei trasporti internazionali via mare.

 Questo è un punto importante nel nostro settore in quanto il nostro prodotto è pesante e certamente il costo del trasporto incide tanto sul costo finale del prodotto. Purtroppo le compagnie di navigazione, a seguito della pandemia, hanno aumentato in modo spropositato i costi e riducendo il numero delle rotte marittime delle navi, addirittura della disponibilità dei containers e continuano a mantenere questa politica per tenere un livello di prezzi estremamente alto, talvolta anche tre volte tanto rispetto a quello che era prima della pandemia, e vorrei definire questo aspetto “scandaloso” in un momento dove ci sarebbe la necessità di una ripresa sostenuta.

Un altro discorso andrebbe fatto sul trasporto ferroviario, in Italia gestito da Merci  Italia: si parla tanto di sostenibilità di riduzione delle emissioni, ma poi ci si scontra con le difficoltà logistiche di programmazione e con i ritardi di treni che rendono molto più appetibile e puntuale il trasporto su gomma. Sarebbe veramente un plus avere un trasporto ferroviario più efficiente e più puntuale. Per risolvere queste criticità sarebbe auspicabile non solo un intervento governativo, ma europeo.

 

Matteo Scolari