Economia | 22 settembre 2021

Il prosecco non molla: altra stangata per il prosek

Continua la querelle tra bollicine italiane e croate: le parti hanno 2 mesi di tempo per presentare obiezioni. Poi verrà deciso se assegnare la "menzione tradizionale" al prosek. Intanto Coldiretti chiede il sostegno di Zaia per proteggere un mercato in crescita del 25%

Il prosecco non molla: altra stangata per il prosek

Arrivata in Gazzetta la domanda di protezione della menzione tradizionale "Prosek" presentata dalla Croazia: da oggi, “tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale”.

E’ quanto preannunciato dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski.

Il via libera dell’Ue alla pubblicazione della domanda per il Prosek croato che, secondo Coldiretti, mina il record storico dell’export di Prosecco nel mondo, cresciuto del 35% nei primi sei mesi del 2021.

Sarebbe contradditoria anche la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittimi i nomi che evocano in modo ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea.

Sotto i riflettori la star delle bollicine italiane che quest’anno dovrebbe raggiungere il record di 700milioni di bottiglie prodotte, la più grande denominazione al mondo.

Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, ha chiesto l’intervento del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, del Governatore Luca Zaia e degli europarlamentari italiani: «Occorre fermare un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione dai falsi».

Negli scaffali dei supermercati la Coldiretti ha smascherato il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi ma in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

Il Prosek croato è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo che il tentativo di proteggere la denominazione Prosek era già fallito nel 2013.

La produzione di Prosecco abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una fatturato complessivo stimato di 2 miliardi dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco.