Economia | 22 settembre 2021

Agromafie: il business criminale del food frutta 24,5miliardi

L'agroalimentare è diventato un settore di intensa infiltrazione criminale durante la crisi sanitaria. Allarmanti i dati raccolti dalla DIA (Direzione Investigativa Antimafia)

Agromafie: il business criminale del food frutta 24,5miliardi

Dai campi ai supermercati, l’agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita con un business criminale che ha superato i 24,5miliardi di euro tanto da parlare di agromafie.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla Relazione della Direzione investigativa antimafia (DIA), relativa al secondo semestre del 2020 consegnata al Parlamento.

Un rapporto che evidenzia il moltiplicarsi degli interventi nel settore agroalimentare reso più vulnerabile dalla pandemia con la chiusura per il lockdown delle attività di ristorazione ed alberghiere che hanno messo molti imprenditori in ginocchio esponendoli al rischio usura e alla cessione delle attività alla malavita.

Un settore quello alimentare diventato strategico durante la crisi sanitaria grazie alla crescita esponenziale delle percentuali di acquisto da parte dei consumatori. Le infiltrazioni si sono diffuse in modo capillare nella società civile fino a condizionarne la vita quotidiana.

Le frange criminali si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale. Soffocano l’imprenditoria onesta e compromettono la qualità dei prodotti con l’effetto indiretto di minare il valore del marchio Made in Italy.

Le agromafie impongono l’utilizzo di specifiche ditte di trasporti, o la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali.