Lavoro | 17 settembre 2021

Sblocco dei licenziamenti: smottamento o slavina?

Nel secondo trimestre 2021 si è registrato in Veneto un saldo occupazionale positivo per circa 55.000 posizioni di lavoro dipendente superiore di 4.000 unità al corrispondente periodo del 2019.

Sblocco dei licenziamenti: smottamento o slavina?

Slavina o smottamento? I primi giorni di luglio come evidenzia l’agenzia Veneto Lavoro non hanno prodotto la temuta slavina sul mercato del lavoro veneto: i licenziamenti per motivi economici individuali e collettivi effettuati dalle imprese del manifatturiero (escluso il sistema moda) e delle costruzioni sono stati 194 in linea con quelli degli anni precedenti (185 nel 2019 e 179 nel 2018).

Il Governo Draghi ha emanato un decreto che proroga il blocco dei licenziamenti per le imprese del settore moda e prevede anche per le imprese di altri settori che abbiano esaurito gli ammortizzatori Covid l’accesso a ulteriori 13 settimane di cassa integrazione. Al netto di questo il divieto di licenziamento è venuto meno per tutte le aziende che rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione ordinaria. È chiaro come sottolinea sempre l’ente strumentale della Regione Veneto che bisogna far passare del tempo per avere un monitoraggio più esaustivo.

Nel secondo trimestre 2021 si è registrato in Veneto un saldo occupazionale positivo per circa 55.000 posizioni di lavoro dipendente superiore di 4.000 unità al corrispondente periodo del 2019. La nostra provincia beneficia dell’avvio della stagione turistica e del prospettato ritorno alla normalità, fa registrare 15.700 posti di lavoro in più nel secondo trimestre.

Il bilancio positivo è dovuto soprattutto ai contratti a tempo determinato, che dopo aver sofferto più delle altre tipologie contrattuali gli effetti della pandemia sanitaria, si giovano ora della ripresa delle attività e vanno a colmare un vuoto.

Nei settori più a lungo soggetti alle restrizioni, quali servizi turistici e commercio, il differenziale tra il secondo trimestre 2021 e l’analogo periodo del 2019 è ancora significativo (-20% e -15%). Nel manifatturiero la flessione della domanda di lavoro è ancora presente nel settore della moda, dell’alimentare e nella farmaceutica, seppure anche in questo caso si sia osservato un discreto miglioramento nell’ultimo mese. 


Emiliano Galati (Felsa Cisl)