Enti | 17 settembre 2021

Mobilità sostenibile, se non ora, quando?

Questa mattina il convegno organizzato da AMT a Verona ha dimostrato che una città smart, con i servizi di mobilità integrati, non è utopia.

Mobilità sostenibile, se non ora, quando?

L’evento organizzato da Amt in Gran Guardia questa mattina, in collaborazione con il Comune di Verona e ATV, dal titolo “Verona si Muove”, rappresenta un punto di svolta e un primo passo per arrivare, direi finalmente, a una visione nuova di città e di mobilità e logistica ad essa associata.

Parlare di nuove figure professionali come quella del Mobility manager o di MaaS (Mobility as a Service, un nuovo modello di business per l’erogazione di servizi di trasporto che garantisce l’utilizzo, con un solo abbonamento, e grazie alla tecnologia digitale, di un bundle di trasporti pubblici e privati: treni, bus, taxi, car, bike sharing e altro), sembra futuristico e futuribile, invece abbiamo visto che esistono non solo casi concreti (l’esempio toscano di Tiemme Spa e quello emiliano di T-Per Spa), ma addirittura funzionanti da anni.

A Verona ci sono tantissimi servizi destinati alla mobilità, ma quasi sempre non dialogano tra loro e non sono integrati all’interno di un unico ecosistema. Questo significa disperdere dati preziosi, gettare nel cestino la possibilità di ottimizzare i servizi stessi o di ridurre, tra l’altro l’inquinamento atmosferico per la sovrabbondanza di auto circolanti.

Al convegno promosso da AMT abbiamo visto anche che ci sono piattaforme, ad esempio My Cicero, già rodate che potrebbero permettere anche alla città scaligera e ai suoi attori principali fornitori di servizi per la cittadinanza e per i turisti, di entrare velocemente in un contesto smart, funzionale, al passo con i tempi.

Serve ora la volontà politica delle parti coinvolte. Il tentativo della municipalizzata presieduta da Alessandro Rupiani è servito proprio a questo, per mettere sul piatto non solo le idee, ma anche i vantaggi di un approccio orientato alla mobilità sostenibile.

Di solito, per sviluppare progetti come questi servono anche tanti soldi. La notizia positiva è che ci sono. L’onorevole Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, presente tra i relatori, ha ricordato che attraverso il PNRR ci sono 9 miliardi per la conversione ecologica della mobilità locale e 25 miliardi per il rafforzamento delle infrastrutture ferroviaria.

Se non ora, quando? Brava e audace AMT. Speriamo che il messaggio non cada nel vuoto. 

Matteo Scolari