Green | 16 settembre 2021

Martinelli (Legambiente): «Devono cambiare le linee politiche»

Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona, è intervenuta ai nostri microfoni per replicare al dibattito accesosi nei giorni scorsi con il Comune di Verona, in merito al report di Legambiente sulla qualità dell'aria.

Martinelli (Legambiente): «Devono cambiare le linee politiche»

È degli ultimi giorni lo scontro dialettico-politico tra il Comune di Verona e Legambiente: secondo il Comune, infatti, i conti non tornano. Verona, dall’inizio dell’anno ad oggi, avrebbe registrato 37 giorni di sforamento da Pm10. E non 42 come riportato dal rapporto ‘Mal’Aria’ di Legambiente. Tanti quanti, giorno più giorno meno, gli altri comuni capoluogo eccetto Belluno. Il periodo di riferimento della classifica stilata da Legambiente, inoltre, secondo il Comune sarebbe di nove mesi, non sufficienti per una comparazione dell’andamento dello smog, un trend di solito calcolato sui 365 giorni.

«Quella di Legambiente più che una fotografia sembra un fotomontaggio, la lettura dei dati deve essere corretta e omogenea per dare ai cittadini una reale percezione della situazione, soprattutto se si parla di ambiente e salute pubblica – aveva detto l’assessora Ilaria Segala -. I dati diffusi ieri creano solamente falsi allarmismi e la maglia nera la merita Legambiente».

Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona, è intervenuta ai nostri microfoni per replicare: «La risposta dell’assessora Segala è stata data un po’ di pancia: il nostro rapporto dona una fotografia attuale della situazione dei capoluoghi italiani. Il report si basa sui dati delle centraline ARPAV, sono quindi dati ufficiali. Ogni città come da normativa è dotata di una centralina di fondo, che riporta un dato generale (e alla quale fa riferimento Segala), e ci sono poi la centralina del traffico (dalla quale abbiamo estrapolato i dati) e quella delle aree industriali: noi abbiamo analizzato la centralina con i dati peggiori e abbiamo riportato quel report. Non è ancora finito l’anno, è vero, ma l’altro dato è che anche nella centralina di fondo di Giarol Grande abbiamo già sforato, con 37 giorni contro i 35. Il problema non è solo veronese ma di tutta l’area padana, penalizzata anche dalla conformazione geografica. Il report voleva evidenziare che le misure non sono sufficienti a contenere l’inquinamento, e l’Unione Europea probabilmente tornerà a multarci».

«Negare il problema non aiuta ad affrontarlo, né a risolverlo – aveva inoltre controbattuto il deputato veronese del PD Diego Zardini -. L’aria di Verona è inquinata e poco importa da quale centralina sono presi i dati. Se la nostra città non è la peggiore per qualità dell’aria in Italia, sarà seconda o terza. Poco importa. Dobbiamo tutti avere consapevolezza dell’inquinamento in cui siamo immersi: in primo luogo chi ha l’onore e l’onere di amministrare il capoluogo ed è chiamato a trovare soluzioni; in seconda battuta i cittadini perché sono loro a subire i danni ambientali e di salute dovuti alle alte concentrazioni di pm10».

La questione Euro 4

Martinelli si esprime poi sulla spinosa questione degli Euro 4: «Siamo consapevoli che non è il blocco dell’Euro 4 che risolverà la questione dell’inquinamento. La vera domanda è: e allora cosa sta facendo la politica per sopperire questo problema? Questo “liberi tutti” non è la soluzione».

Prosegue: «Ci dimentichiamo spesso quanti danni alla salute pubblica causa il particolato. Il traffico è la prima causa di questo inquinamento. Il Comune di Torino, per esempio, in opposizione al piano di bacino Padano, bloccherà gli Euro 4. Chiaramente non è sufficiente bloccarli e basta, bisogna dare delle alternative di mobilità ai cittadini. E vediamo poche azioni incisive che incentivino una mobilità sostenibile».

PNRR e Legambiente

«L’ultima spiaggia per cercare di contenere le emissioni è proprio il PNRR: dobbiamo giocarcela bene adesso. Vediamo che a livello progettuale ancora troppo poco spazio viene dedicato a nuovi treni, al trasporto pubblico locale; ancora la gran parte di questi fondi si investono in strade e trasporto su gomma. Devono cambiare le linee politiche», conclude Martinelli.

Matteo Scolari