Lifestyle - 14 settembre 2021, 10:54

È partita ieri la staffetta della Città della Speranza per la ricerca

È partita ieri, dalla sede del Comando Interregionale Vittorio Veneto di Padova, la Staffetta per la Speranza “Facciano salpare la Ricerca”, organizzata dalla Fondazione Città della Speranza e patrocinata dallo Stato Maggiore della Difesa.

È partita ieri la staffetta della Città della Speranza per la ricerca

Presenti il Comandante delle Frecce Tricolori Gaetano Farina e la campionessa del mondo di spada dell’esercito Mara Navarria e dagli alti ufficiali dei Carabinieri e delle altre Forze Armate, la staffetta arriverà domani ad Assisi per poi proseguire per Roma, Caserta, Cassino, fino all’aeroporto militare di Grottaglie per issare la bandiera della Speranza sulla portaerei Cavour.

«La nostra staffetta ci permette di stare per una settimana insieme ad altri atleti che oltre a rappresentare l’Italia alla Olimpiadi, in questo caso porteranno lo spirito dei ricercatori, i volontari, i medici e i nostri piccoli pazienti in un percorso che attraversa diverse regioni».

L’iniziativa è stata possibile grazie ad alcune aziende che hanno dimostrato grande solidarietà a sostegno della ricerca. 15 imprese che hanno contribuito con 110 mila euro che serviranno per finanziare i ricercatori dedicati per i prossimi 12 mesi alla ricerca su sarcomi e leucemie.

«È di fondamentale importanza la collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese - sottolinea Matteo Zennaro, amministratore delegato di Iacer (I Tech Medical Division, una delle aziende coinvolte) -, la nostra presenza oggi vuole essere un invito a donare per aiutare in questo caso i bambini malati. A Padova, presso la Città della Speranza, arrivano bambini non solo da tutta Italia ma anche dal resto del mondo. La percentuale di successo nella cura di questo tipo di tumori negli ultimi 30 anni, solo grazie alla ricerca, è passata dal 30 all’85%. Dobbiamo tutti impegnarci a fare qualcosa di concreto per la collettività e in particolare per i balbini che sono il nostro futuro”. L’obiettivo è arrivare al 100% di successo nelle cure».

Giorgio Naccari

SU