Economia - 14 settembre 2021, 11:22

Caso Prosek: battaglia alle imitazioni del prosecco Made in Italy

Qualche giorno fa la Corte Europea ha dichiarato illegittimi i nomi che evocano prodotti italiani sottoposti a tutela. Tra questi il prosecco. Ma la Croazia non demorde e chiede il riconoscimento del "Prosek" come prodotto tradizionale

Caso Prosek: battaglia alle imitazioni del prosecco Made in Italy

Il via libera dell’Ue al Prosek croato erode il record storico dell’export di Prosecco nel mondo, cresciuto del 35% nei primi sei mesi del 2021.

Presenta una contravvenzione alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittimi i nomi che evocano in modo strumentale prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea.

E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero, nel commentare l’annuncio della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della richiesta della Croazia di protezione della menzione tradizionale "Prošek", fatta dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski in risposta a due interrogazioni parlamentari da parte di diversi eurodeputati. 

«Una decisione che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo -afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini-. Si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco».

Dopo la pubblicazione in Gazzetta tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale.

Una scelta che colpisce il prestigioso vino italiano proprio mentre fa segnare un incremento a doppia cifra nelle vendite mondiali per effetto della voglia dei consumatori stranieri di tornare a brindare con le bollicine Made in Italy dopo la lunga astinenza per effetto della chiusura dei ristoranti e degli ostacoli alle esportazioni legate alla pandemia.

Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente di bottiglie di Prosecco con un aumento del 48% ma l’incremento maggiore delle vendite si è verificato in Russia dove gli acquisti sono più che raddoppiati (+115%) mentre in Germania guadagna il 37%, seguita dalla Francia (+32%), il paese dello Champagne in cui le bollicine italiane mettono a segno una significativa vittoria fuori casa.

E dopo un inizio d’anno difficile il Prosecco torna a crescere persino in Gran Bretagna con un +3% delle bottiglie stappate, con gli inglesi che restano al secondo posto tra i clienti.

La decisione della Commissione Europea cade a pochi giorni dalla storica sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue

 

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