Economia | 07 settembre 2021

Caro spesa: la voce più alta dello scontrino è l'ortofrutta

Frutta e verdura sono la prima voce di spesa per i consumatori italiani per un totale di 1300euro all'anno. Oltre l'80% mangia almeno una porzione di frutta o verdura al giorno. Percentuali in aumento grazie ai giovani attenti al green

Caro spesa: la voce più alta dello scontrino è l'ortofrutta

Quella per frutta e verdura è diventata la prima voce di spesa delle famiglie italiane per un totale di 1300 euro all’anno.

Il costo dei prodotti freschi ortofrutticoli sulla tavola supera quello della carne e della pasta, così come è in netto aumento di budget rispetto a pesce e formaggio.

A spingere su consumi di frutta e verdura la svolta green spinta dall’emergenza sanitaria.

Tra i Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è quello che conta una maggiore propensione al consumo di ortofrutta con più di 8 italiani su 10 (81%) che mangiano almeno una porzione di frutta o verdura al giorno, secondo l’Organic F&V Monitor.

Il primato nazionale riguarda anche le quantità visto che nel 2020 il consumo pro capite annuo è stato di 160 chili, davanti a molti Paesi europei, come la Germania (109 chili) o il Regno Unito (101 chili) secondo Nomisma.

I consumi di frutta e verdura degli italiani sono aumentati di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio grazie anche ai giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie.

La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale.

È importante acquistare prodotti di qualità dal momento in cui vengono consumati per la maggior parte freschi e crudi: imperativo primario è, quindi, fare attenzione alla provenienza ed evitare contraffazioni.

Sul fronte dell’interscambio commerciale con il mondo l’Italia registra nel 2021 uno sbilanciamento negativo con le importazioni che superano le esportazioni di oltre il 17% con 1,9 miliardi di chili di frutta e verdura arrivati dall’estero nei primi cinque mesi dell’anno.

I cibi e le bevande stranieri sono sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy con il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari che è stato pari al 5,6% rispetto alla media Ue dell’1,3% e ad appena lo 0,9% dell’Italia, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto Efsa.