Economia | 03 settembre 2021

Pomodori, il primato della produzione è cinese

Buona la raccolta stagionale del nostro pomodoro con un +10% rispetto lo scorso anno ma la Cina rimane il maggiore produttore. L'Italia importa dall'oriente circa il 15% del pomodoro nazionale: concreto il rischio che venga spacciato come Made in Italy

Pomodori, il primato della produzione è cinese

Schizzano alle stelle i derivati di pomodoro Made in China che sbarcano in Italia: +164%. Proseguendo su questa scia, il totale, potrebbe superare i 100milioni di chili entro fine anno, pari a circa il 15% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. 


L’allarme è lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi 5 mesi del 2021. Attualmente, è in corso la raccolta del pomodoro nazionale stimata in oltre i 5milioni e 600mila tonnellate, il 10% in più dello scorso anno grazie all’aumento delle superfici coltivate sotto la spinta del boom della domanda in Italia e all’estero nell’anno della pandemia. Aspettativa alta per una produzione che dovrebbe anche colmare le scorte prese d’assedio sotto il lockdown.

L’Italia produce oltre la metà di tutto il pomodoro lavorato nell’Unione Europea ed è il terzo produttore mondiale con il 13% del totale, subito dietro la Cina che ne raccoglie il 15%.

Al primo posto svettano gli Stati Uniti con il 27%, significativa la produzione della California.

Dietro all’Italia ci sono la Spagna e la Turchia con il 7% della raccolta mondiale, quindi Brasile (4%), Iran e Portogallo con il 3% ognuno.

Le superfici coltivate a pomodoro da industria in Italia superano i 78mila ettari di cui quasi la metà al Nord con 38.621 ettari e il resto nel Mezzogiorno. La Puglia è la principale regione produttrice seguita dall’Emila Romagna e dalla Campania. 

 

A preoccupare sono gli arrivi dalla Cina che è il primo fornitore dell’Italia con quasi la metà degli arrivi di prodotto semilavorato estero; a seguire gli Stati Uniti, la Spagna e la Turchia in rapida crescita nell’ultimo anno.

Il rischio è che il prodotto importato venga spacciato sui mercati nazionali ed esteri come Made in Italy con gravi danni al prodotto nazionale in termini di mercato e di immagine. Dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200chili di  concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare. Un commercio che va controllato attentamente.

In Italia esiste l’obbligo di etichettatura con il luogo di coltivazione del pomodoro utilizzato per i derivati che hanno pomodoro come unico o principale ingrediente, ma nulla è previsto per i prodotti destinati all’ estero. I derivati del pomodoro sono il condimento più apprezzato dagli italiani che ne consumano circa 30chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti. Ad essere preferiti, secondo i sondaggi Coldiretti, sono al primo posto le passate poi le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e, infine, i concentrati.