Associazioni | 02 settembre 2021

Quarantena come malattia, Iraci Sareri: «Urge fare chiarezza»

Il presidente di Confartigianato Imprese Verona dice la sua sulla questione della settimana: l’equiparazione della quarantena da Covid-19 alla malattia. Roberto Boschetto, presidente Confartigianato Imprese Veneto: «Sistema in fibrillazione»

Quarantena come malattia, Iraci Sareri: «Urge fare chiarezza»

«L’equiparazione della quarantena da Covid-19 alla malattia non è stata cancellata», è la precisazione di Roberto Iraci Sareri, presidente Confartigianato Imprese Verona.

Il tema è fonte di dibattito nelle ultime settimane: il problema, sarebbe lo stanziamento di risorse non ancora previsto. Con la comunicazione del 6 agosto scorso n. 2842, l’INPS ha segnalato l’impossibilità di erogare l’indennità per gli eventi avvenuti nell’anno in corso.

«Questa mancanza di fondi si sta riperquotendo sulle aziende che, in base ad una norma dello Stato, a garanzia hanno anticipato ai dipendenti le somme per il periodo di quarantena – chiarisce il Presidente dell’Associazione artigiana scaligera –. Inoltre, le imprese sono ancora in attesa di conoscere le modalità operative per ottenere il rimborso delle somme anticipate nell’anno 2020 previste dal Decreto legge n° 18/2020. Tali aziende, di fatto, rischiano di non vedere il ritorno di quanto anticipato ai propri dipendenti e, se tale previsione dell’Istituto dovesse concretizzarsi, secondo Confartigianato il danno sarebbe notevole».

Secondo Roberto Boschetto, presidente Confartigianato Imprese Veneto, il vaccino rappresenta l’unico fattore utile a migliorare la situazione pandemica: «Un segnale come quello dato dall’Inps non può che mettere ancora di più in fibrillazione un sistema che lentamente sta cercando di trovare una sua normalità».

«Su questo punto vale la pena dire chiaramente, ancora una volta, che il vaccino rappresenta l’unico fattore utile a migliorare la situazione pandemica. Rimanere nell’ambiguità della non obbligatorietà vaccinale diventa pericoloso sotto ogni punto di vista. Principalmente quello sanitario, ma anche quello economico e sociale. Nell’ambito sociale, rimandare troppo a lungo una decisione in ordine all’obbligo vaccinale è, non solo divisivo, ma tossico per la coesione sociale, ed il clima di minacce di questi giorni ne è la prova».