Economia veronese e veneta | 20 agosto 2021

Ma quanto vale Cattolica Assicurazioni? Per noi più del doppio rispetto all'offerta dell'Opa

In attesa del via libera delle autorità all'OPA annunciata da Generali su Cattolica molti risparmitori si interrogano sul valore delle azioni della compagnia di Lungadige Cangrande. Proviamo a fare due conti, ma la scelta di aderire non dipende solo dal prezzo, e quindi ognuno faccia le sue valutazioni.

Ma quanto vale Cattolica Assicurazioni? Per noi  più del doppio rispetto all'offerta dell'Opa

Parliamo  del titolo Cattolica,  non per  suggerire  o meno   investimenti, cerchiamo di fare solo un po' di cronaca per i vecchi soci veronesi ed in generale  esprimere alcune considerazioni  per i portatori di azioni. A  costoro  , prima di  continuare a leggere, ricordiamo che unici titolati a fornire suggerimenti   sono i consulenti finanziari  abilitati e magari indipendenti presso i quali troveranno competenze e professionalità che completeranno le informazioni generali e le opinioni qui espresse. Per cui  questo scritto è redatto  a solo scopo informativo e NON  PUO' ESSERE CONSIDERATO  SOLLECITAZIONE AL PUBBLICO RISPARMIO per cui il giornale  non si assume  responsabilità in merito all'uso delle informazioni qui riportare.

Il prezzo  offerto  agli azionisti  di Cattolica  da Generali,  per l'Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) che mira al controllo della Compagnia veronese fino al possibile cancellazione dal listino, è stato di 6.75€.. Un bel balzo rispetto  ai primi giorni  di maggio  in cui il  titolo in  Borsa arrancava attorno a 4 o 5 euro. 

La proposta di OPA , ci pare, non abbia  spiazzato però i più importanti  investitori di Borsa   che subito  hanno pensato  che l'offerta di Generali per la compagine veronese  sembrava solo  un primo assaggio. Infatti , da quei giorni di maggio in poi  il titolo raramente è sceso sotto i 7 euro  per azione. In questi giorni estivi, complice la pandemia è appena sotto  i 7 euro  e dunque  al  di sopra  dei 6.75 offerti, per cui  a queste condizioni  pare che l'OPA di Generali sia destinata a fallire. Molte testate economiche hanno sollevato dubbi e perplessità sul prezzo offerto.

Nel merito affrontiamo  delle considerazioni tecniche  ed alcune di carattere generale.

Cominciando da quelle generali   la più significativa  considerazione riguarda l'altro  principale azionista di Cattolica, l'americano  Warren  Buffet, che entrò in nella Compagnia  veronese come una sorta di cavaliere bianco;  pagò le azioni ben oltre i 7 euro , circa 7.35.  L'ingresso  nella compagine veronese  fu presentato come investimento di lungo termine ( e di solito Buffet agisce così),   dall'allora amministratore delegato  Alberto MINALI, uomo ora  del Vaticano. La domanda non retorica è: vorrà ora  l'americano  cedere i titoli  all'OPA   ad un  prezzo inferiore  e perdere? Molti dubitano che accetti e noi tra questi, per cui  qualcosa di più Generali dovrà pensare.  Poi c'è la battaglia per i vertici di Generali che  non interessa direttamente CAttolica, ma negli ambienti finanziari si dice sia stato elemento di frizione.

  Ancora, credo si  doveroso ricordare  che  il prezzo che Generali pagò per l'aumento di capitale riservato fu  poco più di 4 euro. Esso venne suggerito  dai consulenti   di Generali ed accettato dal Cda di Cattolica, in base al valore di  bilancio delle sole voci  dell'attivo reali, escludendo  scientificamente quindi dall'attivo i cospicui costi pluriennali in carico regolarmente pagati .  E  questi costi erano importanti  ed incidevano per vari euro ad azione, tanto che allora  il Patrimonio  netto  della società assicurativa  indicava un valore per titolo  molto più alto. Il corso   viaggiava allora intorno i 5 euro.

Ma veniamo ora ai dati reali  indicati  in bilancio che ci permetteranno di fare una stima valoriale approssimata ma che se qualcuno dovesse firmare come  perito incaricato non potrebbe  non tenerne conto e fatte le opportune verifiche, indicare un prezzo  molto di più che 6.75€.

Rilevo  i dati dal sito ufficiale di Cattolica. Il bilancio consolidato chiuso nel 2020   recita  che Cattolica ha questi numeri in euro: 4,7 mld di raccolta; 71  mln  il risultato  consolidato. Altro dato  importantissimo per una acquisizione o valutazione, anche se parziale, sono i 412 mln del risultato lordo operativo: cioè quello che produce Cattolica  in un anno , a cui poi vanno sottratte tutte le spese non operative. Altro dato utile è il Patrimonio  Netto, che   è passato  da 2,35 mld del 2019 a 2,6 miliardi  del 2020. Tenuto conto  che i titoli  in essere al 31/12/2020 erano circa 177 mln, porta la società a dichiarare,  nella sua relazione,  che il Patrimonio  Netto per azione è di circa 12,08 euro.

Partiamo da questo  dato per assegnare un  valore peritale, convinti  che i valori di bilancio  siano apprezzabili. Quindi un'azione valeva 12 euro al 31/12/20 poi la positiva semestrale aggiungerà qualcosa o no? Questo dato  però  è sintesi di  un momento e non fa vedere  in prospettiva  quanto può valere la Compagnia in più o in meno. Ovviamente  quando si parla di  prospettiva si entra nell'opinabile. Se teniamo conto che  il risultato operativo  è stato di oltre 400 mln ciò vuol dire che, riducendo certi  costi   che la sinergia con Generali  presuppone nel progetto di  integrazione delle due società,  è certo che l'utile finale , fermi gli altri  parametri,   ne trarrà  senz'altro un beneficio. Questo porta a far cresce ancora il valore dell'azione. Di quanto, difficile dirlo   da esterni, ma qualche euro  lo possiamo considerare, o no? Si, possono esserci  elementi negativi di rischio  futuri, ma in parte sono  entrati nelle valutazioni di bilancio consolidato ed in parte appartengono  al rischio d'impresa.  Altri  oneri  futuri  al  momento  non sono  noti per cui manteniamo fermo come valore di partenza   il valore indicato nella relazioni di bilancio di 12 Euro, sempre  molto di più che 6.75€.

Ma quando si compra una  società quotata, e si compra la maggioranza assoluta,  facendo si che  il  bilancio  si consolidi nel gruppo Generali,  altri  elementi aggiuntivi  si devono  considerare. In primis  il premio di maggioranza,    premio difficilmente qui  quantificabile ma che di solito viene conteggiato pesantemente.  E poi, se i prossimi valori della semestrale saranno  ancora migliori  (e  molto probabilmente lo saranno)  perchè non tenerne conto al  momento di valutare l'azione?

Torniamo a 12 euro per titolo. Abbiamo  ricordato che Cattolica ha oltre tre milioni di clienti, stabili  e consolidati da anni di rapporti. Un patrimonio  in clientela formidabile, che farebbe gola a chiunque  acquistare e non pagare. Tale fetta di mercato  di solito costa anche a prescindere dal risultato operativo lordo positivo, che però abbiamo visto essere ampio   e nell'ordine di  centinaia di  milioni. Vogliamo valutare in euro questi clienti affezionati e normalmente  non litigiosi che seguono una  Compagnia  che ha oltre un secolo di storia e di nome prestigioso, o no? Ed il settore  cattolico in cui opera è da buttare? Ma Cattolica Assicurazioni potrebbe tranquillamente operare anche in Europa, e col nome e la tradizione di serietà  maturata in oltre un secolo, volete  che non ci siano clienti  pronti ad acquistare i  suoi servizi? Anche questo extra mercato potenziale ha un valore.

Se valutassimo un'azienda normale il fisco stesso  imputerebbe un certo valore di avviamento sulla base degli utili precedenti.  Utili netti che Cattolica  ha sempre dichiarato. Ergo  potremmo dire che vi è un largo avviamento  nell' ordine di svariate centinaia di  milioni di euro. Ricordo che di avviamento Cattolica ne pagò recentemente  un bel po'  per gli acquisti recenti ( finiti nei costi pluriennali di bilancio), e  li pagò anche   a Generali quando comprò FATA. Ora qui nel prezzo dell'OPA nessun valore è tenuto in conto , mentre secondo me  qualche euro per azione di avviamento  secolare  si portebbe conteggiare.

Ecco allora che se partiamo dai 12 dichiarati  come quota del patrimonio, vi aggiungiamo  altri valori minimali delle voci appena accennate, potremmo dire che un'azione Cattolica Assicurazione vale almeno 15/20 euro? La forchetta potrebbe stringersi  se facessimo un'analisi  più accurata e non spannometrica, ma indubbiamente  il titolo ha un valore intrinseco molto superiore all'offerta di lanciata da Generali e qualcuno sul mercato potrebbe accorgersi.

Poi c'è i l mercato e la paura dei risparmiatori , specie quelli veronesi, che con la crisi del sistema hanno abbandonato il titolo in  molti, a vantaggio di  fondi e di investitori qualificati. In Borsa,  di questi tempi, molti titoli quotati  sono fortemente scontati, sono titoli a forte rischio e la paura e l'incertezza e gli  eventi di Cattolica hanno contribuito a decimare  le fila degli ex soci ed ad abbassare il corso del titolo. Ma il rischio c'è anche comprando  titoli a reddito fisso che non rendono praticamente nulla  di questi tempi e per vari anni ancora. Ma i fondi e gli  investitori e l'americano, i conti li sanno fare bene. Per questo credo che il prezzo di Borsa  non scenderà sotto la soglia OPA. Ricordo che  alcuni gruppi finanziari, in passato,  avevano fatto delle offerte al vecchio Cda,  ritenendo Cattolica un buo affare. Le offerte sono state rifiutate e fu scelto di  andare nella braccia di Generali. Alcuni hanno esercitato il diritto di recesso a poco più di 5.4€, ma coloro , come l'americano, che hanno in carico  titoli a prezzi superiori al prezzo  per  l'esercizio del diritto di recesso, accetteranno  di aderire all'OPA a  questi  prezzi?  Io credo  di no. Eppure  ognuno fa i conti  nelle proprie tasche e se ha necessità o timore vende anche rimettendoci.

L'unico e vero consiglio che in  sintesi ci sentiamo di  dare agli azionisti Cattolica veronesi rimasti, è quello iniziale: andate dal vostro  consulente  finanziario che  ha analisi e approfondimenti  e soprattutto conosce la vostra situazione generale  e fatevi consigliare. Vi indicherà  se accettare l'Opa  o meno, se attendere il probabile rilancio o altro. Loro sono titolati a dare consigli noi  qui facciamo solo un po' di cronaca e un commento il più asettico possibile

 

maurizio z.