Associazioni | 20 agosto 2021

Mele estive: grande richiesta, ma il calibro è piccolo

Confagricoltura Verona informa sull'andamento delle mele estive veronesi: poche, piccole ma buone e richieste dal mercato.

Mele estive: grande richiesta, ma il calibro è piccolo

La mela è un frutto, oggi, richiesto e consumato, tutto l’anno. Ormai, non può mancare sulle tavole. La campagna lo fornisce in diverse varietà e con diversi, sempre graditi sapori. Scrive Confagricoltura, in merito: c’è un notevole interesse del mercato per le mele estive veronesi, gruppi varietali dal colore rosso che piacciono molto ai consumatori. La grande richiesta di quest’anno è dovuta al fatto che non c’è giacenza, in quanto le celle si sono svuotate già prima dell’inizio della nuova campagna.

«I consumi di frutta stanno andando bene e le Gala estive con i loro diversi cloni, che a Verona abbiamo da poco iniziato a raccogliere, sono un prodotto fresco e croccante che attira molto – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente del settore frutticolo di Confagricoltura Verona -. Il meteo in questo momento ci sta aiutando, con uno sbalzo termico tra il giorno e la notte che favorisce la colorazione rossa delle mele, che sono di buona qualità. Ci sono però due nei: la quantità ridotta e la pezzatura media inferiore a quella dell’anno scorso, che sono conseguenza delle gelate di aprile. Il freddo ha fatto avvizzire i fiori centrali, che danno origine ai frutti più belli, graziando la seconda e la terza fioritura. Dove non c’erano gli impianti antibrina si arriverà a un 50 per cento di mele non commerciabili, in quanto inferiori al calibro 60. I frutti piccolini finiranno quindi all’industria, che le utilizzerà per fare succhi, marmellate e purea».

Per quanto riguarda i prezzi, le prime partite con le mele migliori sono state vendute a prezzi soddisfacenti, intorno ai 50 centesimi. «Cantare vittoria però è prematuro – avverte Piero Spellini, frutticoltore di Villafranca e presidente dei pensionati di Confagricoltura Verona -, in quanto il mercato non è ancora partito e, inoltre, abbiamo il fiato sul collo della concorrenza straniera, a partire dalla Turchia che ha costi irrisori per la manodopera e può dunque permettersi di vendere il prodotto a prezzi più bassi».

Le mele estive, al momento, sembrano destare poco interesse della cimice asiatica, che ha fatto abbondanti scorpacciate di pesche, more e pere. «La cimice asiatica preferisce le mele tardive – spiega Aldegheri -, perché durano più a lungo e arrivano alla fine dell’estate, quando non è rimasto più niente da mangiare per gli insetti».

Importante il contenuto di quanto sopra, quale grande, rara, buona notizia, per un’agricoltura, che, ovviamente, merita molto di più.

Pierantonio Braggio