Economia | 13 agosto 2021

L'economia italiana è in crescita, ma lo sviluppo è paralizzato

È un momento di forte crescita e rinascita per l'economia italiana, ma, anche momento di grande riflessione, per non farsi illusioni.

L'economia italiana è in crescita, ma lo sviluppo è paralizzato

L’anno scorso, agli inizi della soffocante realtà della diffusione del virus, si ebbe a leggere la notizia, in sé, incoraggiante, secondo la quale l’economia nostrana, avrebbe sì sofferto, come, purtroppo, ha sofferto, e fortemente, sotto la pressione della pandemia avanzante, ma, si sarebbe anche velocemente e vivacemente ripresa, con un + 6% di Pil, una volta allentata la morsa di Covid 19.

 

Tale notizia sta, fortunatamente, avverandosi. La cosa, ovviamente, è salutata da tutti, con alto interesse e soddisfazione, perché sapere che l’economia funziona significa costatare che la stessa, pur duramente provata, com’è stata, è capace, comunque, di reazione e di creazione di valore aggiunto, di occupazione e di ricchezza, in generale, e che gli italiani sanno fare e superare anche le pesanti difficoltà, prodotte dalle epidemie.

 

Non c’è che da rallegrarsi, se non fosse che, per dirci veramente contenti, non solo dovremmo sperare di non essere colpiti, da un’ulteriore ondata di contagi – sempre in agguato – ma, non dovremmo dimenticare che il Paese si trova in un quadro macroeconomico difficilissimo, con, sulle spalle, le bisacce d’un debito pubblico, a dire poco, “orrendo” e dalla vivacità in esauribile, di 2687 miliardi, pari al 159,8% del Pil.

 

Si sente, spesso, dire, oggi, quasi, con eccessiva fiducia, che, quanto a ripresa, post contagio, stiamo superando la Germania, ma, al tempo, si dimentica che, oltre a debito pubblico, il nostro Paese, da più di vent’anni, si trova in una situazione di endemicamente troppo lento, paralizzato, sviluppo economico, frenata essendo l’economia, da normative arretrate o, oggi, non più accettabili, anche politicamente.

 

Non va dimenticato, poi, che la Germania, ha un debito pubblico di 2200 miliardi, quota, forzatamente pesante, ma, di molto inferiore alla nostra, e raggiunta, a seguito della spesa, causata dal contagio, e che la stessa ha usato molto dell’accantonato in tempi migliori e che la sua economia, se tutto, in fatto di contagio, andrà bene, promette molto.

 

Fattori questi, di cui non gode, disgraziatamente, l’Italia, che, oltre a combattere il Covid 19, ha dovuto battere cassa, presso l’Unione Europea, per miliardi, indebitandosi ulteriormente, e senza la prospettiva d’un’economia post-Covid, sicuramente, in grado di normale positivo sviluppo. Il quale s’ottiene solo adeguando, urgentemente, normative e burocrazia alle esigenze, imposte dall’attuale evoluzione, anche dei rapporti globali, dominati dal progresso, accantonando errate visioni, frenanti, del passato, in direzione di un’economia libera, rispettosa, comunque, dell’uomo, e in grado di battere la concorrenza.

 

La qualità del Made in Italy non manca, né manca la buona volontà e il genio, per realizzarlo, ma, dobbiamo potere produrlo a quotazione conveniente ai mercati, in modo che lo stesso sia richiesto e che tale richiesta crei occupazione e ricchezza, nel nostro Paese. Non illudiamoci, ma diamo forza all’economia, rendendola, con ogni mezzo, stabilmente vivace, in quanto, nulla ci manca per affiancarci, in fatto di crescita, alla Germania.

Pierantonio Braggio